CAPITOLO VENTIQUATTRO

 

J.Edgar Hoover Building, Sede dell’FBI
Ore 08.09 Am Domenica 21 Settembre 1999
 
Mulder entrò quasi timorosamente, nella sezione Xfiles.
Non avrebbe potuto farlo, visto che, tecnicamente, non era ancora stato riammesso nell’FBI.
Ma non poteva non rivedere la ragione della sua vita.
Rammentava poco o nulla della sua scomparsa…Ma questo, un tempo, non avrebbe fatto altro che alimentare il suo desiderio di sapere…Ma ora ?
Che avrebbe fatto se davvero Scully….l’avesse lasciato solo ?
Lei fece capolino, da dietro l’uscio, come tante altre volte, prima di un’indagine.

< Sei venuta a sgomberare le tue cose ? >, chiese stancamente.

Lei fece pochi passi….per quasi un anno quella sede era stata la sua, ma mai l’aveva sentita tale, senza Mulder.

< …si….Il vice-direttore Skinner è a casa….gli comunicherò la cosa domattina…..>

Lo guardò.

< …ti prego di non prenderla come un fatto personale, Mulder….Ero decisa a continuare a lottare, ma….ma la morte di mia madre….Sarei voluto tanto starle vicina…..poter dimenticare ogni cosa….>

Mulder annuì…

< Ho solo poche cose, da portar via….>, disse, quasi scusandosi.

Mulder la aiutò, e rimasero senza dir nulla, per tutto il tempo.
Alla fine, Mulder prese la propria targhetta e l’infilò nello scatolone che Scully aveva preparato.

< Perché….? >, domandò lei.

< Credo che sia giusto che la tenga tu….almeno come ricordo personale….>

Dana abbassò il viso, con dolore.

< Credi….insomma è un addio ? Non ci vedremo più ? >

Mulder sorrise, amaramente.

< Non conta che tu sia mia sorella o meno….la verità è che il nostro legame continuerà…. anche se andrai via ! Volevo solo conservassi un mio ricordo….>

Scully posò lo scatolone a fianco dell’ascensore e Mulder l’abbracciò….Avrebbe voluto dirle tante cose….ma quel silenzio, valeva di più.

< Ascolta….troverai una busta, a casa….E’ l’esito dell’esame comparativo fra il mio DNA ed il tuo….l’ho effettuato appena sei scomparso…So che sarà difficile, ma è giusto che tu sappia… So che hai sempre creduto nella verità!>

Fox la vide sparire, dietro le porte dell’ascensore.
Guardò la sezione Xfiles, deserta.
Chiuse la porta e se ne andò.

***

Appartamento di Fox Mulder, Alexandria, Stato della
Virginia, Hegal Place, 42-2630/23242, Ore 06.00 PM,
Domenica 21 Settembre
 
Mulder stava seduto su quel divano di pelle nera, con davanti a se la foto di Samantha.
Perché era capace solo di perderla di nuovo ?
Tremò, sentendosi distrutto.
Aveva…..aveva fatto soffrire Scully…..per una bugia !
Una tremenda bugia !
Non era vero nulla !
Non avrebbe avuto il coraggio di guardarla in faccia, per il resto dei suoi giorni.
La busta…quella busta con il timbro del servizio sanitario federale, stava davanti a lui, come un macigno oppressivo.
L’oblio calò su Fox Mulder….Per tante, interminabili ore.

***

Abitazione di Dana Scully, 3170 w.35//road 53
Annapolis, Stato del Maryland, Ore 08.00 Am
Lunedì 22 Settembre
 
Scully stava davanti a quella scatola, piena di oggetti personali, incapace di riporli.
Era dilaniata dai dubbi e dall’incertezza.
Aveva cercato Fox per tanto tempo….ora era giusto abbandonarlo ?
Ma come trovare la forza per…continuare ?
Guardò la sua tessera di agente federale.
Aveva chiamato Skinner, quella mattina…confermandogli la volontà di lasciare l’FBI.
Skinner ne aveva preso atto, formalmente, come sempre, ma dalla sua voce, si capiva che era deluso.
Scully avrebbe voluto dirgli molte cose…..ma si decise di telefonargli quel pomeriggio, dopo che avrebbe notificato le dimissioni e, soprattutto, preso visione del proprio futuro.
Era medico….anche abbastanza bravo, in fondo…..Non le sarebbe stato difficile…
Udì bussare alla porta.
Aprì, nonostante fosse in vestaglia.
Smoking Man fece un debole sorriso.

< Che vuole ? >, disse Scully, sorpresa e sulla difensiva.

< L’agente Mulder ha bisogno di lei ! >

Scully sentì un brivido attraversarle le spalle.

< Che le ha fatto ?, Dov’è ? >

< E’ troppo orgoglioso, per ammetterlo, ma senza di lei, è perduto! Dove crede che sia, adesso ? >

Dana fissò il vuoto, mentre lui si allontanò.

***

J.Edgar Hoover Building, Sede dell’FBI,
stesso giorno, Ore 11.02 Am
 
Dana aprì la porta della sezione Xfiles, e vide, con aria afflitta, Mulder, che stava seduto, con il viso fra le mani, piangendo lentamente.
Notò sulla scrivania, la foto di Samantha.
Si avvicinò, sino a posargli la mano sulla spalla.

< Mulder….>, disse con voce lenta.

Fox evitò di guardarla, continuando a piangere.

< …ho sbagliato…..Dana…ti ho deluso….e ti chiedo perdono…..>

Scully gli accarezzò i capelli.

< Che ti succede ? >, disse, con quel tono di voce, che nemmeno lei sapeva spiegare da dove provenisse.

< …come ho potuto farti questo ? Farti soffrire per così tanto tempo…..e a causa di un mio errore.. io….>

Scully vide la busta e fece per dire qualcosa, ma Mulder la anticipò.

<….tu sei riuscita a continuare senza di me…ma io…io non vi riuscirei…. sei troppo importante per me….So che non ho alcun diritto di coinvolgerti….più di quanto non abbia fatto colpevolmente fino ad ora, ma….Credevo…credevo di essere solo uno strumento, nelle mani della verità….che solo, sarei riuscito ad affrontare i mostri dentro di me…. Ma ora so che la mia vita, senza di te, non ha alcun senso, Dana ! >

Dana trattenne le lacrime, a fatica, e gli strinse la mano.

< Mulder….mi sono domandata, in queste ore, dove poter trovare la forza per….per continuare a cercare la verità….e non mi ero resa conto che tu….con la tua fede e la tua passione per ciò che abbiamo cercato, eri questa forza ! Le nostre vite sono legate, Mulder…molto più di quanto possa stabilire un esame del DNA ! Abbiamo sofferto entrambi, così tanto….>

Prese un foglietto, dal notes della scrivania.
Vi scrisse sopra qualcosa e lo consegnò a Mulder, accarezzandogli il viso.
" L’FBI FINISCE QUI "
Mulder lo prese, sorridendo, mentre le lacrime gli rigavano il viso.

< Riattaccalo alla porta ! Vado a parlare con Skinner….cercheremo di farti reintegrare presto ! Non vorrai farmi sbrigare un anno di lavoro, da sola, no ? >

Mulder le diede un bacio sulla guancia, sussurrandole:

< Bentornata, Scully ! >

Dana uscì, senza dire altro.
Arrivò all’ascensore e si sfiorò quell’impronta calda, che le labbra di Fox avevano lasciato sul suo viso.
Premette il tasto d’emergenza e l’ascensore si bloccò.
Ora nessuno poteva vederla….
Iniziò a piangere, un poco…forse per la felicità, forse per la delusione…..
Sola, come sempre.

***

Stesso giorno, Luogo sconosciuto

Alex Krycek stava seduto a terra, le mani sulle ginocchia, immobile.
Una patina di brina ghiacciata, lo copriva.
Le ore, i giorni, erano trascorsi lentissimi, in quella bara sprofondata nella terra.
L’alieno, accanto a lui, era caduto in stasi, non appena la temperatura era calata sotto i ventidue gradi.
Ma lui, no !
Lui stava lì, con l’odio che gli erodeva il fegato, gli martellava le tempie.
Udì aprirsi, secca, la porta.
Fece un debolissimo sorriso.
Uomini in tuta di sicurezza e naturalmente, lui….
Smoking Man lo vide e fece un sorriso sarcastico.

< Alex…Alex…Alex….vedi cosa capita a chi abbandona la retta via ? Sei stato intelligente, come sempre ! Sapevi che saremmo venuti, per lui….. Ti rimetteremo in pedi…..ti aspetta un lungo viaggio…..>

 

 

FINE. By SERGIO68.

 

1997