CAPITOLO QUATTRO
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- Cimitero Nazionale di Annapolis,
- Stato del Maryland, Ore 10.35 Am,
- Lunedì 15 Settembre
-
- I lunghi filari di cipressi costeggiavano il vialetto di
ghiaia bianca, sistemata e rastrellata.
- Il silenzio quasi palpabile, aveva il potere di inquietarla.
- Dana si era svegliata con la testa dolorante, quella
mattina.
- Il suo turno, allFBI, iniziava solo nel pomeriggio, e
contrariamente alle proprie abitudini, non si era recata al lavoro prima.
- Quel dolore alla testa, riaccendeva in lei antiche paure.
- Erano due mesi, che non si recava più alle visite di
controllo
..il suo cancro era sparito
perché preoccuparsene ?
- Quel dolore non era niente, rispetto a quanto patito solo un
anno prima.
- Perché temerlo ?
- Questi pensieri, insieme alla considerazione abbastanza
banale che i cimiteri, si assomigliavano tutti, occupò la sua mente.
- La sbornia presa la sera precedente, annebbiava i ricordi,
ma ora, con il trascorrere delle ore, stava ricordando: Skinner, i discorsi fatti con il
vice-direttore, e la disperata e vana voglia di lasciarsi la tristezza alle spalle.
- Quindi, senza logica, aveva deciso di andare al cimitero,
per trovare sua sorella Melissa.
- Una volta alla lapide, si meravigliò di non esserci andata
per così tanto tempo
- Rammentò le volte in cui avevano riso e pianto
insieme
- Non aveva ragione, allora, Bill ? Che sarebbe cambiato,
apprendendo che lei era stata adottata ?
- Era quella la sua famiglia
.
- La piccola lapide, si nascondeva quasi con le altre,
nellampio spiazzo verde.
- La scritta diceva: " La tua amata sorella
"
.lei
- Sentì il cuore stretto in una morsa di dolore.
- Era morta per lei
per salvarle la vita
e forse
proprio per gli Xfiles !
- Scully aveva maledetto il momento in cui aveva fatto ritorno
alla sezione Xfiles
- Dopo la sua malattia, il suo rapimento, aveva sempre deciso
di ritornarvi
Perché ?
- Si chinò, pulendo delicatamente la lapide dalle foglie
essiccate e deponendovi un mazzo di fiori freschi.
<
ho tanto bisogno di te
..tanto
.>
- Si allontanò, mentre un refolo di vento le scompigliava i
capelli rosso Tiziano.
- Una volta in auto, aprì il portafogli
con la foto di
Mulder
.
- Pianse, appoggiandosi al volante, come una bambina.
- Piccola, sola e dolce Scully.
***
- Casa di Kiro Matsuda, Newport News,
- Stato della Virginia, Ore 10.35 Pm
-
- Sua moglie stava sulla soglia, quasi nascosta
nellabito scuro.
- I suoi occhi sembravano spenti da ogni luce, del tutto privi
di volontà.
- Solo quando il marito le fu davanti, solo allora mutò
espressione.
< Vuole vederti
.ti ha cercato tanto,
oggi
.>, disse semplicemente.
- Kiro non disse nulla.
- Non aveva voglia di dire alla moglie quello che sapeva già:
nel suo posto di lavoro, il livello di
- segretezza era tale, che nessuna telefonata era passabile
allesterno
- Salì le scale, incrociando lo sguardo del medico, che aveva
la faccia più scura del solito.
- Gli afferrò il braccio.
< Mi dispiace
ma forse, è meglio così
.stava
soffrendo tanto..>
Kiro abbassò gli occhi.
< Posso parlargli ? >
Lui annuì.
< Credo sia questione di ore
..sua moglie
ha
.non ha voluto salire
.ed io non me la sono sentita di insistere ! >
< Voglio ringraziarla, dottore
lei cè stato
tanto vicino
>
- Salì, senza voltarsi.
- Aprì la porta della stanzetta del figlio, di sei
anni
sei anni
< Dio Onnipotente ! >, pensò.
Non esiste unetà giusta per morire,
certo
ma perché un bambino così piccolo ?
< Papà
>, sussurrò.
Lui prese la sedia e laccostò, osservando quanto
restava, del corpo di suo figlio.
<
sto tanto male, oggi, papà
.non ho potuto
mangiare la torta di compleanno
>
Kiro rispose, lentamente.
< La mangerai domani
.quando ti sentirai meglio !
Mamma la metterà in frigo
riposa, adesso
>
- Il bimbo tossì, in modo malsano.
- Cercò di afferrare la mano del padre.
<
papà
che si prova, a morire ? >
- Per Kiro, una stilettata al cuore.
- Guardò avanti a se.
< Penso si provi
tanta pace
.>
- Il bimbo non disse nulla. Sorrise, a fatica.
- Pace
quella che aveva bisogno
- Matsuda strinse i pugni, guardando dalla finestra la moglie,
ferma immobile sulla soglia di casa.
< Dio
perdonami
.io non potrò mai
farlo
.per ciò che ho fatto alla mia famiglia ! >
Iniziò a piangere, lentamente.