CAPITOLO OTTO

 

Sala dei congressi della Casa Bianca,
Washington, Ore 04.09 Pm, Martedì 16
 
La segretaria dai lunghi capelli rossi, si pulì con aria annoiata gli occhiali.
Era abituata alle attese.
Certo, non era quella una ragione sufficiente per lamentarsi del proprio lavoro.
Guadagnava bene, conosceva persone importanti e le era stato dato di stringere la mano al Presidente per almeno una dozzina di volte.
L’uomo seduto di fronte a lei, tradiva invece impazienza.
L’uomo dalle mani curate non era abituato a farsi attendere, né a tergiversare, ma sapeva bene quando il protocollo aveva la precedenza.
L’interfono suonò e la segretaria rispose pigramente.

< Signore…è il suo collega ! Harman Smith vuole vederla ! Afferma che è importante ! >

L’uomo dalle mani curate fece una smorfia di fastidio.
Ringraziò la donna e si diresse tranquillamente verso l’uscita.
Scese le lunghissime scale di marmo bianco e notò, immediatamente, la sagoma di Krycek accanto ad una colonna.

< Cosa vuole ? Non è questo il luogo…>

Krycek si massaggiò il braccio artificiale.

< Ho delle notizie importanti….purtroppo abbiamo avuto notizia di una sabotaggio…. la filiale Giapponese ! Lei comprenderà le possibili ripercussioni….>

L’uomo non si scompose.

< Il professor Asaky continuerà il lavoro negli Stati Uniti….il progetto è ancora lontano, e chiunque abbia effettuato quel sabotaggio, non può essere venuto a conoscenza di…>

Krycek scosse il capo.

< Non mi fido dei Giapponesi ! Sono certo che dietro la loro "efficienza", impera il più fanatico dei nazionalismi… Sono molte le voci, circa il fatto che posseggano molto più di quanto ci hanno sempre comunicato !>

L’uomo dalle mani curate, sorrise.

< Lei è fortunato, Krycek ! Pensi che le sarebbe accaduto, se io avessi espresso il suo medesimo parere… su di lei!>

Krycek sbuffò.

< In ogni caso svolgeremo delle indagini….credo che dietro al sabotaggio si nascondano i Russi…o quell’organizzazione di estrema destra…il Mikado…..>

L’uomo si guardò attorno…il Presidente stava per arrivare.

< Nessuno l’autorizza a prendere delle decisioni ! >

Krycek lo afferrò per la manica.

< Voglio sapere di Mulder ! E’ mio ! >

Il suo sguardo, divenne, per un solo ma tremendo istante, terribile.
Il braccio…gli prudeva di nuovo, quasi fosse percorso da mille formiche.

< Mi tolga le mani di dosso ! Il fatto che abbia deciso di farla entrare nella nostra associazione, non la mette automaticamente al controllo della medesima ! Mulder è utile così…. "Loro" ne hanno bisogno, come tutti noi ! E la finisca di esporsi in questo modo ! Qui lei è vulnerabile, se lo ricordi ! >

Poi si allontanò, senza voltarsi.