CAPITOLO NOVE

 

South Lake, Confine Canadese, Ore 04.25 Pm,
Martedì 16 Settembre, 1999
 
Il paese intorno al gran lago era tranquillo ed immerso nel verde dei pini.
Era situato a pochi chilometri dal lago Ontario, e i cittadini vivevano di pesca e nel commercio del legname.
In pratica, un abitante su due era un pescatore o un boscaiolo.
Walter Skinner aveva guidato con stanchezza dall’aeroporto di Rochester, sino alla città, comprendendo quanto noiose dovessero essere tutte le trafile burocratiche e i moduli da compilare per il noleggio e la lista spese.
Controllò l’indirizzo, ricavato dal database dell’FBI e scese dall’auto.
Il vento teso spazzava la superficie del lago, provocando onde molto alte ed improvvise.
Il rumore lento dei pini, che frusciavano, conferiva al luogo un non so che di malinconico.
Salì lungo il porticato, su tre robusti gradini di legno, guardandosi attorno: in fondo, avrebbe voluto riposare in un luogo come quello, una volta raggiunta la pensione.
Alzarsi la mattina presto e pescare dei magnifici salmoni, salutare qualche amico e passare le ultime ore della giornata davanti ad un fuoco bene acceso, mentre fuori il vento ululava fra i rami degli abeti.
Bussò, con due dita.
La porta si aprì, con un robusto giovanotto sui venticinque, dal rigoglioso ciuffo rossiccio, che fece invidia a Skinner.

< E’ Peter Boyle ? >

Il ragazzo annuì, già sulla difensiva.

< Che vuole ? E’ forse un giornalista ? >

Lo fissò con attenzione e prima che Skinner mostrasse il distintivo, arretrò di qualche passo.

< Senta…per favore ! Abbiamo già assicurato i suoi colleghi….non collaboreremo con nessuno ! Non ci occorrono altri avvertimenti ! >

Skinner mostrò la tessera dell’FBI.

< Credo che mi debba delle spiegazioni ! Sono venuto fin qui per il suo racconto circa quell’avvistamento UFO…>

< Non…non credevo che la cosa interessasse anche l’FBI ! >

Skinner fece una smorfia. Quel ragazzo tremava dalla paura.

< E’ stato forse minacciato ? >

Lui cercò di riacquistare un poco di calma.

< Non può entrare in casa mia ! Non ha alcun mandato ed io non intendo dirle nulla ! >

Skinner si piantò sulla soglia.

< Forse quel che lei ha veduto…potrebbe essere importante per ritrovare un agente scomparso ! E se qualcuno l’ha minacciata, ha bisogno di protezione, non di silenzio ! Collabori e…>

Il capo guida scout, strinse i pugni.

< Se ne vada! >

Skinner ripose il biglietto da visita che intendeva consegnare al ragazzo…inutile insistere.
Scese i tre gradini ed aprì il taccuino.
Peter Boyle e Ray Maxwell….
Tentare non sarebbe nuociuto.

***

Casa Maxwell, venti minuti dopo

Skinner parcheggiò lontano, in fondo al vialetto.
Il caos delle auto-pattuglie della polizia bloccava la strada, e le auto erano costrette a tortuosi percorsi alternativi.
Superò a fatica i nastri gialli infissi dagli agenti, con nervosismo.
Un grasso agente gli si piantò davanti.

< Amico, non si passa, di qui ! >

Skinner mostrò il tesserino, senza dire nulla.
La guardi si spostò, alzandogli il nastro e Skinner arrivò così al bel giardino della casa, del tutto identico a quello di mille alte villette a due piani Americane,

< C’è stato un omicidio, vero ? >

Il poliziotto annuì, con l’espressione tesa, quasi che temesse un agguato…
Un tenente annotava ogni particolare, scrivendo con una calligrafia rapida e nervosa.

< Lo sceriffo è nella stanza del delitto…in nome di Dio, conoscevo Ray da anni….. non si è mai fatto nemmeno una canna…l’hanno massacrato ! Chi può esser stato ? >

Skinner non disse nulla.
Una volta nell’abitazione, vide lo stato in cui era ridotta: muri sporchi di sangue, quadri a terra, tavoli e sedie in disordine.
Salì al piano superiore, notando una grossa macchia di sangue sulla parete della camera di Ray.
Lo sceriffo stava al centro della cameretta, compilando con calma il rapporto preliminare.
Si voltò, guardandolo con aria annoiata.

< Un vice-direttore dell’FBI ? Come mai da queste parti ? >

Skinner vide il ragazzo immerso in un lago di sangue, con la gola tagliata e le braccia legate dietro la schiena.

< Stavo facendo delle domande circa…la scomparsa di un mio agente….e ritenevo che questo scout potesse aver veduto…particolari utili alle mie ricerche….Ma sono arrivato tardi ! Cosa ipotizza, sceriffo ? >

Lo sceriffo masticò, con avidità, un grosso hot-dog, appena caldo, provocando in Skinner un senso di disgusto.

< Crediamo sia stato compiuto un tentativo di rapina…i mobili messi sotto sopra lo dimostrano ! Crediamo che Ray abbia sorpreso gli intrusi nella sua abitazione, che è deserta per via del fatto che i genitori sono ad Oswego per un congresso….Ma le ipotesi sono le più varie…testimoni affermano che ieri, verso la mezzanotte, si sarebbe fermata qui una grossa macchina….Forse era coinvolto in qualche giro di droga…>

< Il suo tenente, mi ha appena detto l’esatto opposto…Ray era un ragazzo apposto !

Vorrei che lei….mi permettesse di interrogare Peter Boyle…..>

Lo sceriffo sgranò gli occhi.

< Non sarà per…quella storia degli UFO, vero ? E voi come ne siete venuti a conoscenza ? E’ una roba vecchia…>

Skinner parlò piano, spostando appena la tendina della finestra della stanza.

< Non per tutti…a quanto pare ! >

Gettò un’occhiata ad un modellino d’UFO, sistemato sulla mensola.
Lo sceriffo terminò l’hot-dog e chiuse il taccuino.

< Sbirri federali….>, pensò.