CAPITOLO UNDICI

 
Saint Adrew Church, Annapolis
Stato del Maryland, Ore 05.00 Am
Giovedì 31 Marzo
 
Stava scemando di piovere, ormai completamente.
Le nuvole si erano aperte, e la tenue luce mattutina, presto sarebbe giunta.
Padre McCue si era alzato da poco.
Stranamente quella mattina, aveva sentito il desiderio di recarsi in chiesa, così presto.
Non aveva dormito affatto, quella notte, con il sonno confuso e poco rilassante, anche per colpa dei fulmini che sventravano il cielo.
Trovò la chiesa in ordine ed immersa nel silenzio.
Aveva tempo per preparare la messa delle sette.
Fece per riordinare l’altare, in realtà per riprendere il filo che l’aveva portato lì, quando vide una pallida luce fuoriuscire dal confessionale.
Dapprima pensò ad un’illusione ottica.
Ma poi la mise a fuoco come reale.
Fece per vedere chi fosse, poi vinse in lui l’impulso di sistemarsi la stola e stingere fra le mani la Bibbia, dalla copertina consunta eppure così cara.
Aprì la piccola porta del confessionale e si sedette, schiarendosi la voce.
Attraverso la grata, ebbe modo di distinguere appena il viso smunto e i corti capelli biondi della ragazzina che aveva di fronte.
Era in ginocchio, tremante, avvolta sino alle spalle da un saio logoro e consunto.

<…padre…>

La voce era delicata, bella, ma tradiva una fortissima inflessione straniera.

< Figliola….non è questa l’ora per recarsi in chiesa…anche se c’è chi afferma giustamente che la casa di Dio non conosce orari…Avresti dovuto chiamarmi… ti ho trovato per puro caso ! >

Lei socchiuse gli occhioni azzurri.

< Ce n’est pas un cas….non è un caso…io posseggo il dono…>

Padre McCue si sporse, per sentirla meglio.

< Possiedi un dono ? Di che dono parli ? Ma permettermi di chiederti una cosa… sei sicura di star bene ? Hai una voce così sofferente, debole….>

Lei unì le mani a preghiera, serrando le ferite dolorose.

< …è il dono…avevo…huit ans…je ne suis pas que une fille….Lui…la Sua… voce….la Sua potenza immensa, senza confini….senza…remore…Una épeè fredda….meravigliosa….Io…io non sapevo…non so…cosa fare…>

Pianse, copiosamente.

< Non….non posso spegnere la luce…il potere….ma non…non né posso… più…è….impossibile…ossessivo…>

Padre McCue fu tentato di spostare la grata e vederla in viso.
Era chiaramente sconvolta, forse in preda ad un delirio mistico….

< Voglio aiutarti, ragazzina….ma non ti capisco….Senti forse la voce di Dio ? >

Lei pianse ancor più forte, sentendo la stoffa cruda del saio, aggredirle la pelle nuda.

< Toujour….sempre….servo già Dio…sono l’eletta…il di Lui strumento…Lascia che ti dica la parola….che ti mostri i segni….>

Padre McCue tremò, nel pronunziare la domanda:

< Di che segno parli ? >

Aprì appena le manine, poggiandole sulla grata che si macchiò di sangue.
Padre McCue si decise ad uscire dal confessionale, scostando la tendina, fermandosi a pochi passi dall’entrata, sul lato opposto.

< In nome di Dio sei ferita….ti hanno fatto del male ? >

Ne uscì una ragazzina, appena adolescente, piccola e tremante, avvolta da un pesante saio che ne celava il viso, con le braccia tese in avanti, come arbusti grinzosi.
I palmi, colmi di sangue.

<…Il settimo sigillo….Le septième sceau…>

Padre McCue barcollò all’indietro, vedendo la docile aura azzurra che pareva disegnarle i contorni del corpo.

< Come…come puoi sapere…? >, biascicò, spaventato.

Lei corse lungo la navata centrale, scalza, tremante, mentre macchie di sangue grosse come noci, ne marcavano il percorso, quasi come una strada segnata da altri, e da lei solo marcata.

< …non seguirmi prete…>, pianse.

Padre McCue fece appena in tempo a riaversi dall’emozione, che la ragazzina era svanita.
Per la prima volta dopo tanti anni, sentiva la fede rinvigorirsi, quasi sgorgargli dal petto.
Si guardò attorno. Le macchie di sangue erano svanite.
Ma lei…lei sapeva….
In nome di Dio….sapeva !!
Marie giunse nel retro di una lussuosa automobile.
Ora, avvolta dalla carezza morbida dei sedili imbottiti, tremò meno violentemente.

< Marie ? Hai detto il verbo ? >

Lei annuì, tremante..

< ….ha quel che cerchiamo….>, smozzicò.

Lui si segnò, imitato immediatamente da lei, che baciò il piccolo crocefisso di legno, appeso al collo.

< Allora è nostro dovere prelevarlo….e tu sai come…>

Lei si strinse le mani a preghiera, ingobbendosi.

< …je suis le cerniere de les esclaves…>

***

CAPITOLO DODICI

 

Appartamento di Dana Scully, Annapolis,
Stato del Maryland, 3170 W.53 road,
Ore 01.08 Am. Giovedì 31 Marzo
Lo vide seduto accanto al pc, con la sola luce del monitor che gli illuminava il viso.
Si massaggiò il collo e chiuse la vestaglia chiara.

< Ciao…>, disse, con la voce ridotta a filo.

Mulder si voltò, sorridendo a fatica, il viso velato dalla stanchezza.

< A che stai lavorando ? >, domandò Scully, sedendosi accanto a lui, che le diede un bacio docile, sulla guancia calda e morbida.

< Mi spiace di averti svegliata…>

Lei socchiuse appena gli occhi, parlando con lentezza.

< Non stavo dormendo….non del tutto almeno….un dormiveglia…non ti avevo sentito arrivare….Dove sei stato ? Ti ho cercato per tutta la giornata, ma avevi il cellulare disattivato….com’è andata con la Grey ? >

Fox le sfiorò il ciuffo di capelli davanti alla fronte, con due dita.

< Non bene…ho ottenuto tre giorni d’autonomia, quali saremo costretti a riferire ogni passo al nostro vice-direttore….Maledizione !! Se fossi stato meno impulsivo….>

< E’ inutile penare….è successo ormai ! Vuoi un caffè ? Hai il viso stanco…>

Mulder annuì e nel vederla camminare verso la cucina, ritrovò parte di quella sicurezza e tranquillità che credeva d’aver lasciato in quella chiesa fredda, vuota, che aveva scatenato in lui paura e inquietudine.
Fox si stropicciò le palpebre.

< Io e lo sceriffo Hasselof, abbiamo ricostruito un parziale identikit di una possibile sospetta…>

Scully smise di armeggiare con il caffè, sporgendosi dalla cucina.

< Davvero ? E ti pare poco ? >

< E’ solo un indizio, nulla più…da qualche immagine ripresa durante le funzioni sacre nelle chiese in questione….sembrerebbe una ragazzina, o una donna minuta…avvolta in un saio grezzo….E’ un poco vaga come idea….domani la cercheremo nel database federale, ma sono pronto a scommettere che non è schedata…>

Dana lo fissò, scorgendone la solita espressione, che conosceva bene, ormai.

< Ma tu non sei soddisfatto…te lo si legge in faccia…>, asserì, ritornando in cucina.

Fox sbuffò. Il tarlo rodeva senza freni, da ore…

<…ho passato la serata alla biblioteca dell’FBI…avevo dimenticato quanto fosse presente, nella Bibbia, l’elemento soprannaturale ! >

Lei accese il pannello elettrico della cucina e rispose, con curiosità.
Il sonno andava scemando.

< Non intenderai ammantare….di paranormale questa vicenda, vero ? >

Mulder si stiracchiò sulla sedia imbottita, sentendo i tendini dolere.

< Come spieghi le radiazioni, Dana ? >

Scully si appoggiò allo stipite della cucina, stringendosi le mani.
La casa era calda, nonostante l’ora. Molto meno l’animo di Scully.
Da quando aveva svolto l’autopsia, un senso profondo di disagio, le si era appiccato addosso, e non intendeva lasciarla.
Adesso Mulder andava ripetendo i soliti concetti assurdi, che magari in altre occasioni avevano il potere di darle sollievo, ma adesso avrebbero solo peggiorato le cose.

< Tutto ciò che posso dirti è che ormai è chiarissima la causa della morte…ma la fonte delle radiazioni, è un mistero…>

Alzò l’indice, come per allertare anche se stessa.

< …a proposito….gli specialisti della bonifica ne hanno misurato lo spettro preciso: si tratta di radiazioni comprese fra gli 0.01 e 0.001 Angstrom. Superiori, come ampiezza, ai raggi gamma ! Ma il residuo radioattivo è troppo basso e i danni cellulari anomali, da quelli provocati da normali scorie liberate, ad esempio, da una barra d’Uranio fissile o da una potente radiazione gamma…>

Mulder picchiettò sulla scrivania con due dita, mentre lei arrivò con il caffè fumante.

< Se non sbaglio….la fisica individua nei raggi cosmici, particelle che sono comprese nello spettro Angstrom, cui accennavi…>

Lei annuì.

< Sì ma….vedi….i raggi cosmici si producono solo nello spazio…e per quanto penetranti, sono innocui…Si tratta di particelle energetiche estremamente elevate, che conterebbero anti elettroni negativi. La loro origine è attualmente in fase di studio, probabilmente da galassie esterne, particolarmente attive come i pulsar, o da fonti di potenti particelle elettromagnetiche come i quasar… Comunque la nostra atmosfera ne scinde completamente gli atomi e a livello del mare, la presenza di raggi cosmici è pari a zero ! Studi attuali, hanno confermato che i raggi cosmici, sono costituiti per la maggior parte da protoni, nuclei atomici leggeri….>

Mulder ascoltava, rapito.

< ..se non erro idrogeno ed elio e positroni. Emanano, durante la loro disintegrazione nell’atmosfera particelle come muoni m e mesoni p…che decadono rapidamente…>

Fox fece un fischio pronunciato.

< Indubbiamente ne sai più di me, sui raggi cosmici….io ricordo solo di aver letto i Fantastici Quattro…>

Scully sorseggiò il caffè, annuendo con un debole sorriso.
Quella chiacchierata le aveva ridato certezza….la scienza esisteva sempre, era l’unica verità che poteva emanare luce in quel mondo oscuro.

< Sono pur sempre laureata in fisica….anche se ho lasciato tutto a livello universitario…ma tu…cosa intendi formulare…? >

Mulder cercò le parole, con calma.

< Dunque…a livello teorico, cosa credi accadrebbe se atomi comuni, venissero colpiti direttamente da particelle di raggi cosmici, senza alcuna azione filtrante, da parte dell’atmosfera ? >

Lei si spostò il ciuffo di capelli dietro l’orecchio destro.

< Sicuramente il loro nucleo si scinderebbe, innescando reazioni atomiche, emissione di particelle, radioattività naturale…>

Si bloccò, fissandolo stupita e per l’ennesima volta colta di sorpresa dai pensieri di Mulder, che senza potersi spiegare come, era in grado di captare immediatamente.

<…un momento…vorresti dire che…secondo te le vittime sono state colpite da un fascio concentrato di raggi cosmici ? >

Fox sorrise, allargando le braccia, come per dar forza alla propria idea.

< Hai detto tu stessa che la radioattività dei raggi cosmici decade rapidamente… ciò spigherebbe perché le tracce rilevate sono così lievi…e confermerebbe i dati dello spettro elettromagnetico…>

Scully scosse la testa, decisa.

< E’ impossibile, se non in laboratorio, ed in quantità ridotta, produrre raggi cosmici….sei fuori strada ! >

< Non parlo di apparecchi….quanto piuttosto di una….forza o di una facoltà innata…>

Lei sorrise.

< Parli dell’uomo cosmico ? Guarda che i fumetti della Marvel li abbiamo letti tutti…>

Mulder le porse, i fogli scritti alla biblioteca.

< Dai un’occhiata qui, Dana…>

Lei prese a leggere.

Fox a mo di commento, commentò:

< …rammenterai benissimo le moltissime descrizioni dell’Antico Testamento, riguardo un’energia potente ed incontrollabile scaturita da Dio e dai suoi emissari ! Forse un modo arcaico per descrivere il fenomeno nel quale ci siamo imbattuti….>

Scully lo fissava, con un sorriso divertito, come una bimba alla quale sia raccontata una storia dolcissima.

< …un energia…capace di distruggere legioni, spianare montagne, bruciare città… radiazioni….Dana ! >

Lei sbottò a ridere.

< Ma…ma è chiaro che si tratta di descrizioni allegoriche…simili al serpente tentatore, la mela del peccato e simili…Insomma, la Bibbia è per sempre un testo scritto migliaia di anni fa, destinato ad un popolo semplice, di pastori…con una cultura simile allo zero ! >

< Reagiresti allo stesso modo se ti parlassi con gli stessi termini della crocefissione o della verginità della Madonna ? O della transustanziazione ? >

Scully si zittì per un istante, come colta di sorpresa.

< E’…è …un altro discorso…lì entra in ballo la fede, e tu…sai come la penso ! >

Mulder si strinse le mani.

< Non vedo la differenza…credere alla transustanziazione, è così differente che credere nell’autenticità dell’arca dell’Alleanza ? E’ più semplice credere che nel passato gli uomini siano stati all’oscuro dal manipolare forze sconosciute ? La storia della Cristianità è colma di fenomeni misteriosi: la croce di Costantino, le voci udite da Giovanna d’Arco, le apparizioni a Fatima e a Lourdes…>

Dana deglutì, staccando gli occhi da quelli di Mulder.

< Vorresti farti scudo di fenomeni religiosi, forse miracoli…per…per…comprovare una teoria tanto ridicola, quanto assurda dal punto di vista scientifico ? Ti rendi conto che nessun essere vivente può generare energia cosmica ? E’…è…un’assurdità….una barzelletta scientifica…>

Mulder afferrò la sua mano.

< Tu stessa mi hai detto che nei raggi cosmici esistono particelle negative…forse esiste un sistema di conduzione e di emanazione di tali particelle che viola il nostro universo positivo e che non è rilevabile, o che forse è tanto esile da risultare inclassificabile ! >

Lei scosse il capo.

< Ascolta…sai bene che la medicina Occidentale considera l’uomo come…un semplice insieme di cellule e tessuti, e più in generale ritiene che ogni malattia possegga una concausa patologica virale, microbica o ereditaria… Ma le medicine Orientali, immaginano l’uomo come la sintesi di due parti: corpo e spirito ! La filosofia zen e quella tao, affermano che siamo circondati da un’aura energetica, molto simile ad un campo elettrico e che a seconda dell’influsso che si esercita su questo, si riducono o si aumentano le difese immunitarie del medesimo…>

Lei annuì, sconsolata.

<…si…>

< Se…se una particolare caratteristica genetica permettesse….ad una persona di… espandere in modo esplosivo, questo campo, questa aura ? Forse potrebbe creare una reazione atomica breve, violenta, del tutto simile a quella creata nello spazio durante l’emanazione dei raggi cosmici ? >

Scully si sfiorò le labbra.

< Ok…cioè per assurdo….ammettiamo sia vero…comprendi anche tu che… chiunque usi questa capacità…indebolirebbe e sfibrerebbe il proprio fisico sino alla morte ? Perché usarla, allora ? >

Fox picchiettava sui fogli con la stilografica.

< Nella Bibbia esistono gli illuminati…i cherubini…..chiamali come vuoi…essi potevano incanalare questa immensa energia e sfruttarla…Forse la persona che cerchiamo non è capace di controllare la propria forza, forse è solo confusa… Penso che, essendo…una ragazzina, sia stata plagiata da qualcuno…o che insegua un fine, che non riesco ancora a capire….mi servirebbe il parere di un teologo… ma dubito che padre Lawler sia disponibile…! >

Dana studiò tutti gli appunti di Fox, senza dire nulla.
Sbuffò un poco, solo alla fine.

<…conosco chi potrebbe darci una mano….ma ti pregherei di non parlare di auree e raggi cosmici…..>

Fox annuì, sorridendo.

< Certo….non voglio mica fare la fine di Giordano Bruno ! >

Spense il computer e terminò il caffè, senza aggiungere altro.

***

CAPITOLO TREDICI

 

Appartamento di Dana Scully, Ore
02.07 Am, Giovedì 31 Marzo
Scully si girò, guardandolo dormire al suo fianco e chiuse gli occhi, mentre il cuore le si strinse in una morsa.
Fox…
L’unica cosa bella della sua vita.
Avvertì, attraverso i vetri della finestra della camera, il vento teso della notte, provando un brivido.
Rammentò, come in un lampo improvviso, tutti quegli anni…
il suo arrivo alla sezione Xfiles, il primo freddo incontro con lui…
Eppure già stringendogli la mano, aveva provato…un battito del cuore più leggero…
Rammentò la volta nella quale aveva riascoltato le registrazioni di Fox, le sue regressioni ipnotiche….dal dolore palpabile che si avvertiva dal tono della voce, alla sensazione di vuoto profondo, acuto, che Mulder esternava ogni volta che parlava di Samantha…Lì aveva capito che era più che un collega….era un amico.
Quando la sezione Xfiles fu chiusa, la prima volta, ricordò il dolore provato nel lasciarlo, nel tornare alle cose di sempre, Quantico e la medicina legale…
Poi il suo rapimento, che tornava come una paura ossessiva, ancora con la forza di un passato poco lontano..
Si strinse a lui e la paura scemò.
Rammentò la malattia….quel cancro silenzioso e crudele, che era pronto a portarla nell’abisso della morte…
Le parole di Fox, tutte le volte che l’accompagnava all’ospedale, apparentemente ottimista, ma in realtà disperato, nel non essere capace d’aiutarla…
Si alzò, con premura.
Lo guardò dormire, poi si diresse verso lo scrittoio.
Accese la debole luce azzurra e si mise gli occhiali.
La pelle le regalava delicati brividi, come quando Mulder l’accarezzava…
Si trovò a sfiorare la copertina della Bibbia, in un gesto istintivo…
Tutte quelle assurdità, quelle follie, ciò che gli Xfiles la costringevano a vedere…
La morte di sua sorella, dei suoi genitori…
Prima che se ne rendesse conto, cominciò a piangere…
La fede era la sola guida, per lei…da sempre…
Solo dopo che Mulder era stato sul punto di morire…solo allora, più che durante la propria malattia, aveva capito quale importanza essa costituisse per lei.

< Che mi prende ? >, si disse singhiozzando.

Aveva solo paura…paura che quella felicità, quelle carezze, quei baci delicati e sottili, quel corpo possente e forte, svanissero…le fossero sottratti di nuovo…
Aprì il cassettino e n’estrasse il diario personale.
Ultimamente non vi scriveva granché…
Poco tempo, l’abitudine perduta…
Lo sfogliò rapida, come si fa con un libro che catturi la nostra attenzione, senza alcuna ragione apparente.
L’istinto la fece fermare in una delle prime pagine.

" Avevo da poco compiuto undici anni. Era una bella giornata primaverile…una di quelle con la brezza leggera, che diffondeva l’odore dolce dei fiori e del polline.. Davanti a casa, nel mio giardino, dominava una grossa quercia. Per chissà quante volte, da bambina, avevo immaginato che quell’albero fosse ora una foresta infinta, dalle mille insidie, ora un mostro tremendo, un drago medioevale, ed io, piccola e coraggiosa cavaliere errante, cercavo con coraggio di sconfiggere….Non potevo sapere che era così. Proprio quella giornata di primavera, fu testimone di un episodio, un episodio comune, per ogni bambino o bambino, in fondo…ma forse l’importanza degli eventi la decidiamo noi, senza rendercene conto… La notte prima, benché nel mio sonno profondo non avessi avuto modo di  accorgermene pienamente, era arrivato un violento temporale…aveva piovuto poco, tanto vento, e fulmini….uno di essi aveva raggiunto la quercia, sventrandola. Rammento che non appena uscii, in quella bellissima giornata di primavera, mi bloccai, impietrita, un paio di passi dopo la soglia. Rimasi a bocca aperta, incapace di dire nulla…Capii che quella quercia era stata viva…e che ora era morta. Benché non la udissi respirare, se non al vento teso dell’inverno, vidi la vita  uscire, scivolare via, da quella ferita insanabile. D’improvviso, tutto ciò che avevo sempre sentito a scuola, in chiesa, sulla morte e su Dio, ebbero significato. L’albero, che tutte le mattine accoglieva il canto melodioso dei merli, era vuoto, desolato, emanava un puzzo acre di bruciato. Ecco….forse la morte è così…un albero che sì spacca…che perderà del tutto le foglie, ogni ospite, la voce chiassosa dei bimbi e della vita… L’anima n’è la linfa, che sgorga in esso e che ora andava perdendosi, dalle stesse radici, finendo chissà dove… E fu allora, per la prima volta nella mia vita, che decisi di diventare medico… di lottare con i mezzi dati dalla nostra intelligenza, dalla scienza, per impedire ad una quercia di spaccarsi…"

Ripose il diario….non leggeva quella pagina da anni…
Faceva fresco, la notte, e Dana lo avvertì, vestita solo della vestaglia leggera.
Si coricò di nuovo, stringendosi a lui.

< Amore…>, disse con un filo di voce.

Fuori la pioggia cadeva fitta e fine.

---

Sant Anderw’s Church, Annapolis, Stato del
Maryland, Ore 09.00 Am, Venerdì 1 Aprile
La chiesa appariva solare, quella mattina, benché il tempo paresse indeciso sul da farsi.
L’odore dell’incenso e della fredda acqua battesimale, arrivava penetrante e costante ai sensi dei due agenti federali, che lo accolsero in modo difforme.
Per Dana Scully era una sensazione famigliare: tante volte lei e la madre si erano recate in chiesa, durante la sua adolescenza e quel profumo, accompagnato dal gelido marmo, da suoni ovattati e dalla eco costante, erano entrati nel suo DNA per non lasciarla mai più.
Paradossalmente negli ultimi anni quel luogo era diventato doloroso, per Scully.
Li aveva pregato dopo la morte del padre, per Melissa, e per Alice, per far sì che tornasse, tutto all’insaputa di Mulder.
Che la chiesa cambiasse, secondo le città visitate dai due agenti, importava poco:
per Dana era sempre la medesima chiesa di quand’era ragazzina, delle domeniche spensierate ed allegre dopo la funzione, con Melissa e Bill.
Si segnò automaticamente, quasi, con un accennato inchino, cercando padre McCue con lo sguardo.
Fox Mulder provava invece un senso di disagio, di fastidio, appena inferiore al nervosismo.
Era entrato solo un paio di volte in una chiesa, nella sua vita….e nella seconda circostanza, per una debolezza personale, che lo feriva.
Pur essendo Ebreo, non aveva mai partecipato ad un rito in una Sinagoga, né conosceva adeguatamente i riti della sua religione.
Non se n’era mai interessato più di tanto.
L’unico dato della sua appartenenza alla religione ebraica, era la circoncisione.
Notò padre McCue che terminava la preghiera, e si apprestava a preparare la funzione.

< …laggiù….>, indicò Scully, rilevando in modo implicito che fosse lei, quella destinata a parlargli.

Man mano che i due agenti si avvicinarono, padre McCue udì i loro passi rimbombare fra le volte della chiesa, e si voltò, di scatto.
Dopo quel che era accaduto quella mattina, aveva perduto qualsiasi sicurezza…
Era spaventato e indeciso.

< Ciao Dana ! >, disse, sorridendo in ogni caso, sempre con la medesima espressione bonaria che si dipingeva sul suo volto da innumerevoli anni, ormai.

< Padre…>, mormorò con voce debole l’agente dell’FBI, velando il proprio tono di voce dal rispetto e dalla cautela.

< Dev’essere il collega cui mi hai tanto parlato….>

Mulder gli strinse la mano, con un formale sorriso, uguale a quello di sostanza, esibito centinaia di volte durante le persone conosciute durante le indagini, durante i sopralluoghi, durante le soste alle stazioni di polizia….

< Abbiamo bisogno di parlarle, padre…si tratta di lavoro…una cosa molto importante…>

Lui scosse appena la testa.

< Temo dobbiate più tardi. La messa inizia fra meno di mezz’ora…>

I primi fedeli arrivavano alla spicciolata, come per rafforzare le parole del prete cattolico.

< Aspetteremo in canonica, se non le spiace…>, mormorò Mulder.

Era stanco e nervoso.
La giornata di ieri era passata inutilmente, cercando riscontri su quel viso, ricostruito da due tecnici dell’FBI, e in una spossante ricerca nel database federale, e della contea di Annapolis, senza costrutto.
Gli esami alla Bibbia di padre Stokes avevano confermato la presenza di una radiazione dello spettro misurato nella sala autopsie nella quale stava lavorando Dana.
Nessuna spiegazione possibile.
Oltretutto Mulder aveva dovuto esporre la propria linea investigativa a due alti prelati della diocesi di Annapolis, trattenendo a fatica la propria inquietudine e irritazione.
Tutto quel caso era ammantato da una cappa pesante di mistero, di cose occultate e frasi mai dette, che lo faceva impazzire.
Scully gli picchiettò sulla spalla.

< Desidererei partecipare alla messa, se non ti spiace aspettare solo…>

Mulder mormorò un:

< No, figurati…>, tanto falso da sembrare volutamente caricaturale.

Gli diede un bacio sulla guancia, mormorando:

< Bhè…ciao…>, lasciandolo solo nella canonica.

L’abitazione di padre McCue era sobria, tanto diversa da quella sfarzosa dell’arcivescovo Lawler.
Mulder continuava a ripensare al lungo dialogo con i due monsignori della diocesi.
Sembrava….era certo che sfuggissero al suo sguardo.
Ad uno tremavano le mani.
Erano particolari che Fox aveva imparato a capire in anni di interrogatori, studiando le deboli reazioni di qualsiasi persona, dal modo nel quale si sfioravano i capelli al mangiarsi o meno le unghie…
Scully lo avrebbe definito paranoico.
Ma era certo che si nascondeva ben altro che una ragazzina invasata che uccideva chissà come i preti cattolici….
Scosse la testa….come se fosse poco.
Udì il trillare del campanello: la messa stava per incominciare.
Passeggiò un poco, guardandosi attorno.
Molti libri, alcuni dei quali aperti.
Mitologia e teologia, revisione dei testi sacri, esorcismo….
Lesse poche righe, rapito dalla complessità del testo, poi si sedette, fissando la pendola a muro, che pareva scandire il tempo a rilento.
Dana prese il libretto color blu di Parigi, mentre padre McCue le sorrideva.
Stava in prima fila, imbarazzata, più con se stessa che con Fox.
Notò il salmo discusso quella mattina: L’Apocalisse.
Apocalisse…..fine della vita terrena…
Le mani, senza motivo, presero a tremarle.

< Fratelli, sorelle, oggi parleremo dell’Apocalisse di San Giovanni, del suo terribile monito..>

Padre McCue aveva officiato la messa con semplicità, come ogni giorno.
Ora aprì la Bibbia, ponendola sul leggio.
Lesse con voce decisa, mentre il silenzio si impadroniva della chiesa.

" E vidi nella destra di Colui che siede sul trono, un libro scritto dentro e sul retro, sigillato con sette sigilli. Vidi poi in angelo possente che proclamava a gran voce: Chi è degno di aprire il libro, rompendone i sette sigilli ? "

A Scully le parole di padre McCue sembravano accompagnate da un’eco fastidiosa e continua.
Non era una semplice voce, quella che andava leggendo il medesimo testo…ma le sembrava che una seconda, l’anticipasse, lo acclamasse, divinizzandolo.
Era un testo che l’aveva sempre colpita, fin da bambina.
Ma nulla le aveva mai scatenato una simile sensazione.
Cercò, con la coda dell’occhio, Mulder, senza vederlo.

" Quando l’Agnello aprì il primo dei sette sigilli, udii in visione il primo dei quattro Viventi dire con voce di tuono: Vieni ! E vidi apparire un cavallo bianco, su cui sedeva un cavaliere con un arco, fu data a lui una corona, venne dunque fuori ancora da vittorioso per vincere nuovamente. All’apertura del secondo sigillo, udii il secondo Vivente esclamare: Vieni ! Allora uscì un altro cavallo, rosso vivo a colui che lo montava era stata data la potestà di toglier via dalla terra la pace, in modo che gli uomini si sgozzassero l’un l’altro, per questo gli fu data una grande spada. All’apertura del terzo sigillo, udii il terzo Vivente esclamare: Vieni ! Allora apparve un cavallo nero, colui che lo montava aveva in mano una bilancia. Udii i quattro Viventi, come una voce, dire: Una misura di frumento per un denaro e tre misure di orzo per un denaro! Ma all’olio e al vino, non recar danno ! All’apertura del quarto sigillo, udii il quarto Vivente dire: Vieni ! Ed ecco apparire un cavallo verdastro colui che lo montava aveva il nome Morte e l’Ade lo seguiva, fu data la potestà di portare lo sterminio sulla quarta parte della Terra con la spada, la fame, la peste e con le fiere della Terra. "

Mentre la lettura andava avanti, Scully tentò, girandosi, di trovare l’origine di quella voce.
Ma era davvero presente, o si trattava di una sorta di illusione ?
Ora non era più solo un’eco fastidiosa, ma era divenuta cupa e profonda, fastidiosa.

" All’apertura del sesto sigillo, apparve ai miei occhi questa visione: si udii un gran terremoto, il sole si offuscò, da apparire nero come un sacco di crine la Luna, tutta, prese il colore del sangue e le stelle del cielo precipitarono sulla Terra…"

Ora la voce era a fianco di Dana, accanto a lei, ma Scully aveva paura a voltarsi, di scorgere chi fosse….ma una forza, dentro di lei, lo voleva…lo voleva..
Girò appena la testa.
La luce di un lampo illuminò le vetrate della chiesa, abbagliante nonostante la mattina.
Nulla, solo visi anonimi, persone intente ad ascoltare padre McCue…ma perché lei non lo sentiva più ?

" All’apertura del settimo sigillo, si fece silenzio su tutta la Terra per per circa mezz’ora…"

CHI TI SALVERA’ DALL’APOCALISSE ? DAL FUOCO MESCOLATO
A SANGUE CHE CADRA’ SULLA TERRA, AL MARE CHE DIVENTERA’
SANGUE, ALL’ACQUA CHE DIVENTERA’ ASSENZIO ?
DALL’ASTRO CHE SPALANCHERA’ L’ABISSO ? O CREDI DI SFUGGIRE
ALLA SUA GIUSTIZIA SOMMARIA, CAGNA ? NESSUNA PREGHIERA TI
SALVERA’……UNISCITI A ME….E RINNEGA IL TUO DIO….BESTEMMIALO E SARAI AL MIO FIANCO, NEL GIORNO CHE PRESTO VERRA’….
 
La voce era dentro di lei.
Spaventata, per il tuonare malvagio di quella voce infernale, ferina, si voltò verso la colonna, lungo la sua medesima fila.
C’era una figura minuta, avvolta in un saio liso e cencioso.
Chiuse il libretto, che solo ora si era resa conto di avere fra le mani.

< Permesso…>, disse inebetita, mentre padre McCue la fissava sorpreso.

Scully camminò decisa, verso la figura, certa che fosse la sorgente di quella voce.
Fu contro la colonna.
La sentiva respirare, senza vederla…sembrava immersa nell’oscurità.
Solo una debole luce azzurrognola..

< Chi è lei ? >, chiese, sfiorando la Sig Sauer con due dita.

< Sto pregando…per te, donna dell’FBI…>

La voce…stentata, straniera…
Dana deglutì…..Mulder dov’era ?

< Come mi conosce ? Lei…è lei l’assassina, vero ? >

Lo comprese non solo per la paura che quella frase aveva innescato nel suo cervello…ma per una profonda sensazione di istinto, che non trovava spiegazione.
L’aura che circondava quel corpo minuto, era sottile, spesso svaniva nel buio, per poi riemergere.
I fedeli si alzarono, per intonare l’inno, mentre Dana si spostò da un lato, per mettersi così di fonte alla ragazza.
Lei si appiattì ancor più dietro la colonna, nel misero spazio fra questa e un’acquasantiera.

< Non sono io che ti ho turbata….agisco nel nome del Signore…non sono causa del tuo sconcerto….c’est…le diable….il male…lasciami agire com’è scritto… sei devota….non fermarmi…>

Slacciò la pistola dalla fondina.
Non avrebbe mai sparato lì, a meno che non fosse stato disperatamente necessario…ma santo cielo, quella era poco più che una bambina….che pericolo poteva recarle ?

< Stai uccidendo….dei preti…dei ministri di Dio….Come puoi credere che questa sia la volontà di Colui che dici ti stia guidando ? Sei confusa….hai bisogno dell’aiuto di persone esperte che….>

Si bloccò. La ragazzina le tese la mano, gliela porse, mostrandole così il palmo, colmo di sangue.
Pur nell’oscurità della chiesa, accennata dalla navata nascosta, la vide bene..
La ferita era aperta, profonda, circolare.
La piaga che la circondava era bluastra, a tratti violacea, in cancrena probabilmente.
Il sangue usciva a fiotti, dal palmo sino a macchiare il marmo del pavimento.
Fece un movimento lento, ruotando la mano, per mostrarle così anche il dorso, anch’esso nelle medesime condizioni.
Chiuse allora la manina a pugno, ritirandola tremante.
Scully rimase interdetta, stupefatta.
Con una ferita del genere, era del tutto impossibile aprire e chiudere le dita….l’osso era trapassato…..a meno che…quelle non fossero….Stimmate ?

< Non temete….non colpirò te o il tuo…amante…il mio compito c’est terminè… Il y a que une tasseau…pour ma recherche…..>

Dana si destò dallo stupore, ma la ragazzina sembrava svanita.
Non c’era più nulla, fra la colonna e l’acquasantiera.
Si girò, correndo verso l’uscita principale, benché non avesse veduto la porta aprirsi.
Quando fu all’esterno, le prime gocce di pioggia caddero sul sagrato.
Nulla !
Si chinò, di fronte ad una macchia di sangue grande come una noce, sfiorandola con due dita.
Il breve tempo di inumidirsi i polpastrelli e divenne acqua.
Prese fiato, appoggiandosi al portone, sconvolta.
Cosa aveva visto….? In nome di…
Ebbe paura, per la prima volta in vita sua, a terminare quella frase.

***

CAPITOLO QUATTORDICI

 

Sant Andrew’s Church, Annapolis,
Stato del Maryland, Ore 11.00 Am
Venerdì 1 Aprile
Aprì la portiera dell’auto e la vide rannicchiata contro il sedile, come fosse una bimba.
Fra le mani, l’adorato caffè senza zucchero e gli occhi sgranati, quasi avesse davanti ancora quelle ferite.
Mulder si chinò all’interno e lei lo guardò di sfuggita, come consapevole della propria timidezza.

<….è…è quello che ho visto….te lo giuro ! >

Disse quelle parole con difficoltà, sia per la totale illogicità di quanto aveva raccontato, sia perché trovandosi di fronte a Fox, temeva che le avrebbe proposto una spiegazione tanto calzante, quanto assurda.
Invece Fox si limitò a salire con lei e ad abbracciarla.

<..la polizia ha pattugliato la zona…ma niente ! La ragazza è svanita senza lasciare tracce…credi…credi che fosse…>

Non disse altro.
Si limitò a far scivolare una delle foto estratte ed elaborate dal computer circa quelle riprese, mostrandola a Scully.
Lei la fissò per pochi attimi, annuendo nervosa ad una di esse.

< ….bene…almeno sappiamo che l’identikit è valido…>

Fece per uscire ma Dana l’afferrò per un braccio.

< Mi credi ? Davvero ? >

Le baciò appena le labbra, dal sapore di caffè, sfiorandole appena il rossetto color pesca.
Il viso pallido di Scully risaltava appena, nonostante i capelli rosso Tiziano, mentre il corpo minuto era fasciato da un tailleur color carta di zucchero.

< Sono abituato a credere a cose incredibili….se mi dici che qui c’è stata una ragazzina con delle stimmate, accompagnata da una voce diabolica….posso sottoscriverlo ! >

Scully posò il bicchiere sul cruscotto e lo abbracciò, tremando.

< …mi ha così spaventata…confusa….io…>

< Vado a parlare con padre McCue…Nel caso non te la sentissi, puoi anche tornare a casa….Ho detto ad una macchina della polizia di attenderti e lo sceriffo Hasselof sarà lieto di….>

Dana scosse la testa, stringendosi a lui.

<…ho bisogno di cinque minuti, solo cinque….ti raggiungerò subito….>

Mulder le sfiorò i capelli.
Avrebbe voluto portarla a casa, rimanere con lei per tutta la giornata e coccolarla.
Ma non era possibile.
La vita di padre McCue era in pericolo, a quel punto.
Mentre scese dall’auto, pensò a quanto fosse difficile amare così…
Dana rimase sola, nella Toyota, con le mani conserte e lo sguardo fisso nel vuoto.
C’era un senso….un messaggio dietro tutto questo ?
Si !
Lei poteva sentirlo, quasi che fosse stata destinata ad udirlo personalmente, che fosse stato pronunziato per lei e nessun’altra, come stesse percorrendo una trama già delineata, marcata, precisa.
Perché l’Apocalisse l’aveva sempre spaventata tanto, sin da bambina ?
Come mai aveva udito quella…..non era nemmeno una voce….sembrava….il rantolare di una belva…
Le stimmate di quella ragazzina….erano reali ?
Com’era possibile, che una persona che compiva simili atti, le possedesse ?
Dunque era possibile che….il demonio fosse…che il male fosse più forte del bene ?
Cercò la risposta, senza trovarla.
Nel frattempo Mulder si sedette di fronte a padre McCue, che era visibilmente preoccupato per Scully.

< Mi dispiace….non l’avevo mai veduta tanto sconvolta ! Abbiamo interrotto la funzione, non appena l’abbiamo veduta precipitarsi fuori armata….ma nessuno ha saputo esserle d’aiuto…>

Mulder osservava, di tanto in tanto, i libri che padre McCue aveva preso dalla biblioteca, e che stava leggendo poco prima del loro arrivo.
Lottò per trovare il filo alla propria curiosità, che adesso galoppava senza freni.

<…padre…dunque come ben saprà, sono avvenuti dei delitti, ultimamente…>

Lui scosse la testa.

< Non n’avevo idea ! >

Fox annotò subito la cosa, con la propria memoria fotografica.

< Purtroppo debbo informarla che sono stati uccisi sei preti Cattolici nella sua diocesi…e crediamo che il sospetto numero uno sia lo stesso che Scully ha veduto nella sua chiesa….Credo che lei si renda conto del pericolo che corre, rimanendo qui…>

Lui non rispose.
Si limitò ad osservare la porta della canonica, quasi attendesse l’arrivo di Scully.
E Fox captò di nuovo quella sensazione….quella nitida sensazione di paura e di gelo che costruiva una barriera di ghiaccio fra lui e le sue domande e quel caso.
Quasi evocata, Scully apparve sulla soglia, il viso imbarazzato e gli occhi sgranati.
Non trovò il coraggio di fissare padre McCue. Si limitò ad un debole colpo d’occhio.

< Scusate…io…desidero chiederle scusa, padre….Ho interrotto una funzione e…>

Lui si alzò, stringendole le mani e sorridendole.
La fece accomodare, sorridendole.

< Coraggio….è passato….>

Scully cercò Fox con lo sguardo, e trovandolo si sentì appena sollevata.
La sua lucidità scientifica, alla quale Scully faceva tanto appello, veniva a mancare.

< Ultimamente…mi sono incuriosito, leggendo diversi appunti e passi della Bibbia circa….strani fenomeni….posso esporli, padre ? >

Lui annuì, mentre Scully si limitò ad abbozzare uno stirato e fiacco sorriso.
Il prete Cattolico lesse gli appunti di Mulder con attenzione, rapidamente.

< Vuole un commento ? >, chiese sospirando.

Mulder annuì.

< Ha messo insieme cose piuttosto vaghe, agente Mulder. Anche se…le curiosità cui aspira, sono piuttosto normali! I passi che ha preso dalla Bibbia, hanno sempre incuriosito generazioni di teologi ed intellettuali, da filosofi di tutte le religioni fino ad atei convinti… Tutti hanno la loro teoria ed ognuna di essa è argomentata e rispettabile… Esattamente, cosa vorrebbe sapere da me…? >

Mulder si sfiorò le labbra.

< Ritiene che…..le forze elencate in quei passi, abbiano un fondamento reale ? >

Scully si schiarì la voce, come intendesse interromperli, ma senza riuscirci.

< La volontà di Dio può manifestarsi in molti modi… letteralmente è la forza della Genesi…ma anche portatrice di distruzione… una dicotomia piuttosto interessante, non trova ? Ciò che crea può anche distruggere…che è alla radice stessa del concetto di bene e male…..non dimentichi che la Bibbia, per prima, afferma che Lucifero è un angelo caduto, che osò sfidare Dio e fu scaraventato al centro della Terra come somma punizione ! Ma se mi chiede, di dare….un nome a queste tipo di manifestazioni Divine… le dico che non posso ! >

< Crede….che esista un collegamento con l’interpretazione della Bibbia e l’uso ed il controllo di queste forze ? Il Vecchio Testamento fa spesso riferimento ad esseri noti come i cherubini che…>

Scully si spostò il ciuffo di capelli dietro l’orecchio.

< Mulder….con il dovuto rispetto….non capisco cosa c’entri questa tua curiosità con i fatti recenti….Abbiamo un identikit confermato, ed il nostro dovere è procedere in quella direzione, non aprire un dibattito teologico che ci porti chissà dove ! >

Mulder prese un debole respiro.

< Lo ritengo necessario, invece ! Per capire…dove intende arrivare l’assassino ! Credo che insegua uno scopo ben preciso e che la sua preparazione su questi….>

< Ma si tratta di una ragazzina spaventata ! E’ confusa, probabilmente affetta da qualche disturbo mentale, ma non in grado di comprendere la metà delle cose che dice…! Io l’ho vista e lo so…>

Fox la guardò intensamente.

< Non è quello che si disse di Bernadette ? O di Giovanna D’Arco ? >

Scully scosse la testa.

< In nome del cielo….stai….argomentando le follie di una…ragazzina che…>

< Abbiamo imparato che la follia ha sempre una meta, un traguardo ! E ritengo che sia guidata da una persona più esperta di lei, che le ha permesso di agire per così tanti mesi senza esser scoperta e senza lasciare tracce….>

Scully allargò appena le mani, sospirando.

< In questo puoi aver ragione, ma…>

< Vediamo se padre McCue riesce a seguire il mio ragionamento….Io credo che sia possibile, utilizzando parti della Bibbia e dei Sacri Testi…comprendere quale persona sia…in possesso di quest’energia…di colui che è chiamato cherubino…>

Padre McCue sorrise.

< Francamente….è la prima volta che sento una simile teoria…agente Mulder ! >

Scully lo guardò con aria stranita.

< Fox….>, implorò.

Ma egli non era toccato dalla sua incredulità o dall’ironia che accompagnava le proprie teorie.
Era la storia della sua vita, in fondo…

< Lieto di suscitare tale curiosità, ma debbo deluderla…non si tratta di una mia teoria ! Non del tutto, almeno…ho letto questa possibilità, in uno dei testi che a qui in canonica, padre…Posso chiederle il motivo, di tale interesse?>

Scully s’irrigidì.
Mulder era abbastanza esplicito e sfrontato, con quella domanda.

< Non ho difficoltà a risponderle, agente Mulder ! Devo tradurre e selezionare dei testi per convegno di teologia…una delle mie tante occupazioni ! Nulla di misterioso ! >

Padre McCue guardò con la solita aria bonaria, Scully.

< E’ lo stesso mia opinione, che lei abbia male interpretato il messaggio di quei testi: esso afferma che nelle pagine è sì presente un messaggio nascosto, ma a livello spirituale ! Nessuna arcana formula magica o di stregoneria, mi creda ! >

Mulder finse di annuire. Era chiaro che padre McCue, come l’arcivescovo Lawler e i due monsignori che avevano colloquiato con lui, stavano nascondendo qualcosa….ma cosa ?
Davvero la chiesa poteva proteggere un’assassina ?

< Padre, ritengo che…il messaggio dell’Apocalisse, sia il nodo centrale. Tantissime persone, eminenti teologi, filosofi e storici, nel corso dei secoli, hanno cercato di decifrare il significato dei sette sigilli, e l’avvento dei quattro cavalieri dell’Apocalisse…Forse che lo scatenarsi d’arcaiche forze imprigionate nell’Arca, sia il vessillifero di una moderna distruzione del mondo…magari preannunziata da…un moderno cherubino….? >

Scully si massaggiava le palpebre, sconsolata e tesa.

< Mulder…per pietà…..>, sussurrò.

Padre McCue non perse il sorriso, ma la sua espressione mutò.
Divenne distaccato e freddo, quasi avesse finalmente davanti a se, colui che era in grado di capire un qualcosa di nascosto, di misterioso e lontano, che forse egli stesso aveva dimenticato.

< Personalmente sono sempre rimasto colpito dall’Apocalisse di San Giovanni… ma la mia ricerca teologica ha il dovere di fermarsi, di fronte alla fede…>

< E’ vero che….delle parti dell’Apocalisse, sono state occultate, per evitare di render pubblico un pericoloso segreto ? Se fosse….quel che sospetto ? >

Scosse la testa.

< Non ho modo di risponderle…posso solo dirle che il Vaticano non ha mai nascosto nulla….>

< No ! Il segreto di Fatima, ad esempio….Esistono dei segreti, delle barriere…. ma…lei sa di cosa vado parlando….>

Scully prese parola, con decisione.

< Tutto interessante, ma non vedo il nesso con il problema più importante emerso oggi ! Lei è in pericolo, padre…l’assassina è stata qui, e non occorre molto acume per sapere che potrebbe essere lei la prossima vittima!>

Ridivenne l’uomo bonario e mite di sempre, guardandola e sorridendole.

< Non intendo abbandonare la mie chiesa, Dana! Il fatto che quella povera sventurata sia stata presente alla funzione, non ha alcun significato misterioso, per me ! Mi spiace….>

Dana si spostò nuovamente i capelli dietro l’orecchio.

< Non intende esser protetto? Padre…forse lei non capisce la pericolosità di quella ragazza…ha già ucciso e non esiterebbe a rifarlo se…>

Mulder annuì, aggiungendo:

< Possiamo controllare la chiesa in modo riservato, permettendo ai fedeli di recarsi alle messe, senza problemi…Ma Dana ha ragione, lei è in pericolo…>

Lo fissò.
Quello sguardo diceva molte cose, vellutate da una cappa di mistero profondo.

< Non capisce…non capite tutti e due….Ma non vi biasimo…nessuno lo può.. Ora….mi dispiace, ma ho degli impegni……la Pasqua è vicina ! >

Fox si alzò di scatto, appena bloccato da Scully, che lo afferrò per un polso.

< Cosa ci sta nascondendo? E’ una cosa….più importante della sua stessa vita ? >

Padre McCue non rispose.
Si chinò sulla Bibbia, prendendo ad annotarne dei passi, tranquillo.

< Lei è perspicace, agente Mulder…Ma non è vicino alla verità…>

< Non posso ! Non ho studi di teologia approfonditi come i suoi…Ma lei sa chi è quella ragazzina, vero ? Sa per quale motivo sta agendo…..>

Lui rispose con un filo di voce:

< Uscite, per favore ! >

Dana si alzò di scatto, aprendo la porta secondaria, che dava sul cortile interno dell’oratorio.

< Vuoi uscire ? Debbo parlarti da solo ! >

Mulder esitò per un istante, decidendo alla fine di seguirla.
Si fermò sotto la tettoia, mentre andava a spiovere debolmente.
L’odore dell’erba fradicia era gradevole e rinfrescante.

< Hai finito ? Insomma…sembrava lo stessi interrogando ! >

< Ci sta nascondendo qualcosa, è evidente ! >

Sbuffò. Tremava ancora per quel che era accaduto….una parte di lei non era capace di accettarlo.

< Conosco padre McCue da quando sono nata ! Non è colpevole o complice di nulla….è l’uomo più gentile e mite che abbia mai conosciuto ! E’ solo un uomo spaventato, preso di mira da una fanatica.. Hai fatto tanto, nel ricordarmi di non lasciare che il lato mistico di questo caso ti offuschi le idee, ed adesso sei tu che ti trovi sotto un alone d’irrealtà ! Talmente profondo da non saperlo ammettere ! >

Mulder incrociò le braccia, fissando l’ampio cortile dell’oratorio.

< E’ certo che esiste un collegamento….e l’Apocalisse n’è la prova ! Il brano letto da padre McCue era il medesimo trovato aperto sull’altare di padre Stokes…non la trovi una coincidenza curiosa ? Scommetto che se ci fosse possibile avere le fotografie degli altri delitti, sarebbe uguale ! Hai visto anche tu la sua reazione, no ? Ti sembrava normale ? >

Lo fissò, cupa.

< Sei paranoico ! Padre McCue ha….solo paura di trasformare questa chiesa…in un luogo assediato da poliziotti e agenti federali ! I luoghi di culto vivono di fiducia e rispetto, e se questi fattori sono minati, è molto difficile recuperarli ! Teme solo per i suoi fedeli, come ha sempre fatto, nella vita ! Lo conosco da un’infinità di tempo….il mio giudizio varrà pure qualcosa, no ? >

Fox si fissò le scarpe, esitante.

< Sarai almeno d’accordo, sul sorvegliare questa chiesa, anche senza il suo consenso ? Abbiamo il dovere di proteggerlo ! >

<…si….questo si…>, smozzicò lei, vincendo la difficoltà di mettersi contro un uomo che aveva sempre ammirato e stimato.

Mulder le strinse le spalle.

< Agiremo con rispetto e cautela. Tu e lo sceriffo Hasselof, controllerete la chiesa negli orari più pericolosi, vale a dire durante la notte e di mattino presto…OK ? >

< ….e tu ? >

Disse la parole con la voce ridotta ad un filo esile, come se le provocassero dolore fisico, nel pronunziarle.

< Davo sapere ! Abbiamo poco tempo….forse so chi può aiutarmi….>

Dana deglutì a fatica.
La testa le doleva, improvvisamente.
Annuì, impallidendo.

< Vado…vado a salutare padre McCue… Mi aspetti in macchina ? >

Mulder non fece altro che allontanarsi sotto la nuvola piovigginosa, fitta fitta, non provando alcun fastidio dagli schizzetti di pioggia sottile.
Aveva fra le mani i tasselli…solo che gli era impossibile comporli, metterli in ordine.
Mancava qualcosa.
Scully rientrò nella canonica.
Salutò padre McCue e decise di attraversare la chiesa per trovarsi così sul sagrato.
La testa…era un maglio.
Come….in nome del cielo, come quando era ammalata…
Arrivò sin a metà del sagrato, quando i pensieri si fecero confusi.

Ecco….dolore….è capace di darti solo dolore….ti farà ammalare di nuovo, e nulla questa volta ti salverà…NEMMENO IL TUO DIO….

Si segnò e quei pensieri svanirono, rapidi com’erano venuti.
Udì solo il gracchiare doloroso di un corvo, fuori.
Vide la macchina di Fox accesa, lui seduto con la testa rovesciata all’indietro, che pensava senza dar tregua al cervello, pensava e pensava…

< Che dico ? Io….io l’amo….Dio…perdonami….non sono in me, oggi…>, sussurrò a se stessa.

Un’ombra, alle sue spalle.
Voltandosi, scemò del tutto.
Poi si diresse verso la macchina.
Aveva tanto lavoro da fare….

***

CAPITOLO QUINDICI

 

Luogo sconosciuto, Ore 01.57 Pm,
Venerdì 1 Aprile
Immaginate di sentire il potere.
Di avvertire una sorta di corrente fredda, che scorra continua nelle vostre carni, come un flusso opposto a quello sanguigno, che dal cervello e dal cuore, sia pompato ininterrottamente ad ogni poro della pelle, pronto ad esplodere.
Ed immaginiate, che quando questo avviene, il dolore che vi trapassi ogni centimetro della vostra epidermide, sia insopportabile, tanto da consumarvi dentro, come foste esposti ad una ventata d’energia incontrollabile, ma che scaturisce da voi.
Marie sente tutto questo.
E sente le voci.
Le voci sono a volte un coro, delicato ed armonioso, mille volte più dolce di un coro di un concerto classico, altre volte sembrano tuoni che le sventrino il cervello, esplodendo.
Le dicono di agire, di agire, d’agire….sempre, sempre, sempre e sempre…
Le ode sia che riposi, sia che sia desta, nel sonno come nella veglia e quando avviene, gli occhi si rovesciano all’indietro, i brividi la scuotono ed il potere cresce come un sole, pronto a divorarla.
Non c’è nulla di bello o di poetico, in tutto questo.
Marie lo sa…rammenta quel corridoio, nel quale vedeva la propria angusta prigione,
per tante, troppe sere.
I ricordi sono accavallati e confusi, piegati dalla sofferenza e dalle privazioni che ha accumulato nel corso degli anni, eppure lo rammenta bene.
Papà che l’aveva picchiata, solo perché era sera, lei non riusciva a dormire ed era andata a sentire a cosa corrispondessero quei lamenti, quei rumori, quei gemiti strozzati nella stanza di mamma..
Poi erano state le cinghiate e le sberle, dopo era stata presa per i capelli e trascinata come un sacco di farina lungo quel maledetto corridoio ( Marie si è convinta, ma in questo le voci non hanno alcun capitolo, si tratta di una convinzione personale, che
l’inferno sia proprio un lungo corridoio senza finestre né porte, oscuro e popolato di urla e cinghiate, di sberle ed umiliazioni, come quando suo padre la costrinse a lavargli i piedi, ad esempio ) e sbattuta dentro l’armadio e lì rinchiusa.
Le ore trascorrevano.
Sarebbe giunto il mattino, ma per lei era un tempo infinito.
Invece non giunse il mattino.
Giunse quella luce e le voci.
Le aveva quasi avvertite in camera dei suoi, guardando la croce ed il Cristo, ma adesso esplodevano dure e stentoree.
Poi la forza.
Al mattino gli agenti, l’avrebbero trovato nell’armadio, gli occhi sgranati e fissi, i capelli bagnati di sudore, il corpo caldo come avesse 50 di febbre.
La casa era immersa in una densa e spettrale luce azzurra.
Quel che restava dei genitori di Marie, stava carbonizzato sul letto, neanche fosse esplosa una micro bomba atomica in stanza.
Non capiva alcunché…improvvisamente aveva perduto la capacità di parlare inglese, e tutte quelle persone le sembravano esseri demoniaci, piombati direttamente dal corridoio e biascicanti versi e suoni gutturali e sconosciuti.
La vita di Marie era cambiata, per sempre.
Sapeva tutto quel che accadeva al proprio corpo, come se fosse in grado di parlare, di interagire con esso, con ogni sua cellula, ogni sua molecola, ogni suo millimetro di quella pelle scarna e giovane.
Sapeva che sarebbe morta.
E che sarebbe entrata in cielo.
Pregò, con le mani giunte, con le fitte delle stimmate che colpivano feroci.
Il fuoco, la corrente fredda, cresceva senza freni.
Le era sempre più difficile fermarla, arginarla, controllarla.
Alcune volte aveva pensato, che se lui l’avesse nutrita adeguatamente, l’avesse permesso di riposare e non l’avesse percossa, forse le sarebbe riuscito meglio, di controllare quel potere….
Ma lui….lui non poteva sbagliare.
La porta si aprì, cigolando.

< Marie….sei pronta ? Dobbiamo agire questa sera stessa….il termine è giunto…>

Annuì.
Il saio che le copriva le nudità, era a terra, gettato da un lato.
Cadde in ginocchio, mentre la voce della sua guida, disse decisa:

< Preghiamo….preghiamo perché la forza ti sorregga, perché la fede non ti abbandoni ! Siamo solo strumenti di Dio…>

Lei annuì, tremante.

< Je suis le plus misèreble des les eclaves…>

La forza era al culmine.

---

Distretto di polizia di Annapolis, Stato del Maryland
Ore 04.09 Pm, Venerdì 1 Aprile
Dana Scully aveva guidato con difficoltà, scossa dagli ultimi avvenimenti, dai pensieri caotici e convulsi che la vista di quella ragazzina aveva scatenato in lei.
La inquietava la paura che quel dolore improvviso alla testa, fosse il primo sintomo di un rinascere, di un mostruoso ritorno di quel male che l’aveva piegata, portandola alla soglia della morte.
Scese, inserendo l’allarme, e ripensò di nuovo a quell’idea….davvero incolpava Mulder della propria malattia ?
Cose assurde….pensieri senza costrutto…Mulder ERA la sua vita !
E lei ERA quella di Fox…senza dubbio.
Cosa…o chi poteva aver scatenato quelle idee ?
Davvero c’erano in gioco cose tanto superiori, tanto grandi, da non riuscire a comprenderle del tutto ?
Provò una piccata forma di gelosia, nel capire che questa volta Fox sembrava aver compreso la densità del caso, prima di lei.
Mulder non credeva in Dio….non come lei, comunque….
Se c’era un messaggio…perché lei non riusciva a coglierlo ?
Sbuffò.
Si massaggiò le tempie con stanchezza.

< Basta pensieri assurdi…>, si disse.

Lottò, per fingersi lontana da quella chiesa….ma il destino di padre McCue era troppo importante per lei, perché lo potesse dimenticare così.
Era l’ultimo legame con la sua famiglia, il suo passato, quel che era stata la sua giovinezza, i giorni spensierati dell’infanzia e delle feste allegre di Pasqua e Natale.
Non….non poteva recidere anche questo legame, non l’avrebbe permesso.
Immersa in quei pensieri, incrociò David Hasselof.
Lui si tolse il cappello, facendo un bel sorriso.
Sempre gentile, pensò…
Si erano frequentati per parecchio tempo, all’Università…ma mai sino ad arrivare ad una storia seria.
Per quale motivo, quel ragazzo, non l’aveva mai attirata ?
Era il più atletico, il più bello, il più gentile del campus….
Bhè…forse era proprio per quello, no ?
Troppo gentile, troppo bello, troppo tirato con l’amido…
Un perfetto dirigente dell’FBI, avrebbe detto Mulder.
Tutto l’opposto….quel Fox Mulder…cioè era atletico come David, aveva delle spalle larghe e un bel sedere sodo ( sorrise, abbassando appena lo sguardo ), ma c’era…
Mulder era un folle, in lotta contro il mondo, ma sapeva essere dolcissimo, un tenero compagno ed un delicato amante.
Quando le sfiorava la pelle, magari solo con due dita, Dana sentiva una sorta di scossa, di debole fremito che le provocava sensazioni intense, che non avrebbe mai barattato con alcuno.
Oggi si era allontanato senza nemmeno salutarla…
David non l’avrebbe mai fatto, si sarebbe premurato di accompagnarla e di chiederle se stava bene sino alla nausea…non si sarebbe mai dimenticato dell’anniversario e le avrebbe regalato una costosa stupidata per San Valentino….
Sorrise, guardandolo e notando la sua reazione…
David…
Ecco perché non l’avrebbe mai amato !
Con lui la vita sarebbe stata liscia, oliata e piena di premura, ma tanto piatta da essere soffocante e noiosa.

< Ciao Dana ! Stai bene ? Fox mi ha detto che sei rimasta turbata e…>

Conferma alle sue teorie.
Annuì, sfiorandosi le labbra con un dito malizioso e involontario.

< Sto bene….davvero…>, mentì con la solita eleganza.

< Ascolta, ci sono delle novità sul caso…non ti ho cercata sul cellulare, perché mi è stato detto che saresti venuta qui…>

Ora i pensieri di Dana ritornarono, dopo la dolce digressione precedente, al caso, a quelle stimmate, a quelle morti, a quella voce….

< Che tipo di novità ? >

< Vieni ! >, le fece cenno.

La condusse, quasi, sin al proprio ufficio, immerso nell’ordine e nella pulizia.
Antitesi, rispetto a quello caotico e polveroso di Mulder…

< Anche noi ad Annapolis sappiamo usare il computer, sai ? >

E quasi volesse darle una dimostrazione, si sedette davanti alla tastiera, dandole una delicata occhiata che le scivolò via.
Digitò con rapidità sui tasti e voltandosi le guardò la scollatura, il seno piccolo ma tondo e ben fatto, la pelle rosea e profumata.

< Ho riflettuto…circa le curiose modalità dei delitti….Allora ho fatto una ricerca nei database del dipartimento di Polizia e Giustizia della nazione e …bingo ! >

Apparve una fotografia in bianco e nero, con una camera coperta da cenere scura.
Era dappertutto: sulle pareti, sul letto, sui corpi carbonizzati di un uomo ed una donna..

< New Orleans, stato della Louisiana, Novembre 1993, i cognugi Harold e Michelle Osborn, furono trovati carbonizzati nella loro camera da letto ! Peccato che nell’abitazione non vi fosse alcuna traccia d’incendio ! I corpi presentavano ustioni di quinto e sesto grado, su tutto il corpo, ma la sola traccia reperita sul luogo del delitto, riconducibile ai cadaveri, era la presenza di una forte e concentrata radioattività, che andò scemando repentinamente….>

Scully si chinò sino a sfiorare il video con l’indice.

< Calza alla perfezione ! In quale modo spiegò l’accaduto, la polizia locale ? >

Hasselof sorrise, felice di aver colto nel segno.

< Non giustificò proprio nulla ! Si limitò a chiudere il caso per mancanza di un movente, di prove oggettive e per….tutelare la minore coinvolta nel fatto ! >

Scully sgranò gli occhi verdi.

< Vuoi dire che…>

< Il file della polizia di New Orleans, parla solo di una minore, figlia degli Osborn, il cui nome è stato omesso per ovvi motivi e sotto la pressione della assistenza sociale ! Abbiamo solo le iniziali: M LP…. Per il resto….tabula rasa….su tutto…foto, notizie generiche…>

Scully fece scorrere il dito sullo schermo.

< Ma….la data del delitto è compatibile con quel che ho visto nella chiesa di padre McCue e sull’identikit che Mulder ha ricavato dal filmato a circuito chiuso delle telecamere…>

Diede una pacca alle robuste spalle dello sceriffo, con un convinto sorriso.

< Hai fatto un ottimo lavoro, David…Ora entra nella partita l’FBI…! Smuoverò mari e monti per accedere alla banca dati dell’assistenza sociale e sapere il nome, la data di nascita di questa M LP….Posso usare il tuo computer ? >

Lui annuì.
La guardava: l’FBI le aveva fatto bene. Era diventata ancor più grintosa e decisa, maggiormente sicura di se stessa ed incredibilmente sexy.

< Non so come…potrai ottenere quei dati…Il file è secretato ed occorreranno permessi notificati da un giudice….Ci vorranno settimane…se ci va bene ! >

Scully sorrise, divenendo ancor più bella e sensuale di prima.
Digitò il codice per entrare nel sito dei Lune Gunman ed attese.

< Nulla è impossibile…se si conoscono gli hacker giusti, David…>

I loro sguardi si trovarono.
Non fu chiaro se Dana n'avesse scorto i pensieri, o se la domanda le scaturisse senza alcuna motivazione se non la casualità.

< Come si chiama tua moglie ? >

Lui si rigirò la fede nuziale, allo stesso modo in cui Scully stava giocherellando con l’anello donatole da Mulder.

< Clarice…vorrei presentartela…>

< Una sera….potremmo trovarci tutti e quattro davanti ad un bel cocktail a parlare dei bei tempi…>, disse senza convinzione, certa che era un disegno impossibile.

Apparve sullo schermo il logo dei tre amici di Mulder e Dana diresse la propria attenzione a ciò che doveva.
Hasselof la vide giocherellare con il mouse, nervosa e pensò:

< Non è cambiata per nulla ! >

---

Georgetown University, Washington DC,
Ore 04.00 PM, Venerdì 1 Aprile
Le aule erano disposte su due lunghe fila, in un labirintico intreccio di corridoi, nell’ala periferica dell’università di Georgetown.
Mulder attese camminando nervosamente lungo uno degli stretti corridoi secondari, le mani nelle tasche e l’espressione assente.
Avvenenti studentesse gli gettavano sguardi compiaciuti ed esplicite strizzatine d’occhio.
Erano appena scemate come api dal favo, fuori dell’aula di ricerche della sezione F, quella nella quale Mulder era stato scarrozzato dopo un tragitto difficile, costellato da ben due sbagli di piano e di ala.
Una biondina, che reggeva fra le mani grossi libri consunti e colmi di scritte incomprensibili vergate sulla copertina e sui bordi, si affiancò all’agente federale, mormorò:

< E’…per caso un docente esterno ? Non ricordo di averla mai vista, nel campus…>

Mulder parve riemergere dal labirintico insieme di pensieri che si stava accavallando nella sua testa, tormentandolo, e rispose:

< Io….non mi si nota poi molto, ecco tutto ! >

La ragazza sorrise, sporgendosi in avanti e gonfiando il petto, mostrando volutamente il delicato prodigio del proprio seno florido e gonfio, che non aveva bisogno di commenti.

< Tu ti fai notare eccome, amico ! >

Mulder annuì, confuso e colto di sorpresa.
Mostrò il tesserino di agente federale nel momento esatto nel quale la porta dell’aula "religioni e miti alternativi " si apriva.
La ragazza rimase a bocca aperta, con un’espressione dolce e di fantastica bellezza, quasi avesse di fronte un idolo Hollywoodiano e dopo che Fox l’ebbe salutata con due dita, si spostò decisa i capelli dalla fronte, sorridendo:

< Ti aspetto….Fox…>

Ma Mulder non la stava nemmeno ascoltando.
Era prigioniero del desiderio di sapere, di capire….di dar sfogo alle voci di continua domanda, che assillavano la sua mente di prim’ordine.
La sala era piuttosto grande e la cattedra ingombra di articoli, riviste e fotocopie.
Un filiforme professore sulla sessantina, sguardo tranquillo e andatura rilassata, parve emerge dal ventre di essa, come una placida balena dal fondo dell’oceano.

< Agente Mulder ! Mi scusi per averla fatta aspettare…ma dovevo redigere un testo per domattina….Ho letto il suo messaggio…Posso sapere chi le ha dato il mio nome ? >

Mulder si tolse il cappotto leggero, appendendolo all’attaccapanni a muro e rispose:

< Il professor MacDowell…E’ stato mio consulente, in passato, ma mi ha detto che l’esperto del ramo è lei…>

Lui fece un soddisfatto sorriso, calzandosi dei pesanti occhiali da vista dalla montatura in tartaruga, orrendamente fuori moda.

< Trent’anni di studi in teologia e religione, saranno pur serviti a qualcosa, no ? Mi dica…>

Mulder porse all’uomo la cartelletta, sistemandosi comodo sulla sedia metallica che stava di fronte alla cattedra, quasi fosse tornato indietro nel tempo e fosse ancora in Inghilterra, ad Oxford, per parlare dell’ultima lezione.

< Mi auguro che il professor MacDowell le abbia accennato alla particolare… elasticità dei casi cui mi occupo….>

Seduto davanti a quell’uomo di mezza età, quasi un archetipo di un professore in un film di serie B, Mulder provava una sensazione di disagio che non era razionale e non riusciva a focalizzare.
Come se si trovasse in una stanza buia, nella quale tutto era assolutamente invisibile, e fosse con lui presente un pericolo, indiscernibile eppure costante e quindi maggiormente pericoloso e letale.

<…stiamo indagando su un assassino, i cui delitti sembrano legati a certe tematiche della Bibbia e dell’Apocalisse… Ho cercato un consulto attraverso l’arcivescovado del Maryland e ad un sacerdote rinomato per gli studi di teologia, ma non avuto le risposte cui speravo ! Lei è la mia ultima speranza ! >

Il professor Laine leggeva con attenzione i dati riportati da Mulder, poi dopo un tempo che all’agente federale sembrava infinito, commentò:

< Posso incominciare con il dirle che lei si è rivolto alle persone sbagliate, per ottenere risposte adeguate alle sue domande, agente Mulder ! >

Fox si sfiorò le labbra. La sensazione aumentava, ma la sua mente lottava per rimanere razionale.

< Credevo che fossero esperti di teologia…>

< Non mi sono spiegato….non ho detto che si tratta di persone inadeguate… Ma la chiesa Cattolica, suo malgrado, ha volontariamente omesso certe interpretazioni laiche, della rilettura e dello studio della Bibbia ! I testi sacri sono sempre stati soggetti a revisioni e correzioni, nei secoli ! E’ naturale che un libro difficile ed oscuro, come ad esempio l’Apocalisse di San Giovanni, abbia subito cancellazioni ed omissioni, per la comprensibile paura di….diffondere errati messaggi, che potrebbero portare alla distruzione della fede Cattolica ! >

Prese un piccolo diario, che il professor Laine aveva vergato personalmente nel corso degli anni.

< Guardi..le sto facendo un favore, proprio perché MacDowell è mio amico… e da quel che capisco, lei è una persona di larghe vedute… La sola cautela che le chiedo, è di non diffondere ad altri, ciò che ho raccolto nel corso di una vita di studi ! >

Fox annuì.
Laine si chinò sul libretto, sgranando gli occhi di là delle spesse lenti della montatura.

< Secondo alcuni studi non approvati dalla chiesa, condotti anche da Giordano Bruno, i punti principali dell’Apocalisse sono: le lettere alle sette chiese, colui che sarebbe degno di aprire il libro dei sette sigilli, la lettera di Dio nelle quali si segnaleranno coloro che saranno esclusi dal giudizio, i quattro cavalieri dell’Apocalisse ed il loro ruolo…>

< Cioè Guerra, Carestia, Pestilenza e Morte, se non erro ! >

Il professor Laine annuì.

< Si è sempre unanimemente affermato che le sette chiese cui la profezia è indirizzata, siano la sintesi della totalità della chiesa Cattolica…con i nomi Efeso, Smirne, Pergamo, Tiatira, Sardi, Filadelfia e Laodicea….>, si sporse in avanti, come per cercare di convincere e dare maggior forza alle proprie teorie.

< Ma secondo gli eretici e i seguaci di Satana, le sette chiese, altro non sarebbero che le sette lettere che comporrebbero il nome di colui che aprirà il libro dei sette sigilli…Dall’ebraico Astarot al latino Asmodeo….il diavolo!>

Mulder scosse la testa.

< Ma questa…interpretazione, non è generata da un errore di base, imputabile alla distorta visione dei satanisti, che considerano Satana, Lucifero ed ogni sua rappresentazione, come un’entità superiore a Dio ? >

< Può essere…>, disse Laine sorridendo,

<…anzi lo sarà senza dubbio, almeno speriamo, no ? Comunque….secondo un antico rito arcaico dei satanisti, quel nome dovrebbe essere composto di lettere mistiche, che consentirebbero all’evocatore che compone il nome sulla sabbia rossa dell’Ade, la goezia, cioè…>

Mulder annuì.

< Le parole da usare per comunicare con il diavolo…per stabilire un contatto con il demonio…>

< Esattamente ! >, mormorò Laine, alzando l’indice, quasi stesse spiegando una normale formula geometrica o matematica.

< L’ordine esatto delle lettere e la loro collocazione nella sabbia del cerchio cabalistico, è un mistero ! Se fosse corretta quest’interpretazione, però, Asmodeo avrebbe accesso alla apertura dei sette sigilli ! Insomma accederebbe al potere divino dell’Arca, in grado di spianare le montagne, controllare la venuta dei quattro cavalieri dell’Apocalisse…! In pratica…fornire al male…>

< …la vittoria nell’Armageddon ! >, osservò Fox, leggermente spaventato.

< Non è finita ! La lettera principale che comporrebbe, insieme con le altre, il nome è la tau, l’ultima dell’alfabeto Ebraico che è vergata come una croce.. guardi….>Mostrò a Fox un alfabeto Ebraico, con segnata in rosso l’ultima lettera. " t "

< E’ stato scritto, che la chiesa Cattolica, possiede tutte le lettere che comporrebbero la parola…Esse furono rinvenute nell’Arca e dallo stato d’Israele, furono portate a Roma, quand’essa divenne il fulcro della religione mondiale ! >

Fox ascoltava rapito.
Era…affascinante, ma anche tremendo….se quella…teoria aveva un solo briciolo di verità…

< C’è solo una cosa che non quadra, in tutto questo: se realmente la chiesa possiede le lettere…perché non distruggerle, ed eliminare così il trionfo del maligno ? >

Il professor Laine tacque, iniziando a scartabellare fra i libri, in un caos tale da poter mandare in tilt chiunque.
Trovò, alla fine, sepolto da una colonna di libri accatastati alla rinfusa, un libricino rosso.

" La Sua parola sarà tracciata per mezzo della croce…"

< Chiunque si trovi di fronte ad una fonte d’inesauribile potere come questa, ha il solo dovere di studiarla, non di distruggerla ! E poi le lettere compongono la parola per accedere ai sette sigilli…sono lo strumento del bene, come del male…E’ una dicotomia affascinante ! >

Mulder masticò con calma un seme di girasole.

< Quelle lettere…sempre ammesso che esistano, sono ancora in Vaticano, vero ? >

Formulò la domanda con lentezza, mista a paura.

< Qui la cosa si fa misteriosa, agente Mulder… Esistono leggende, che affermano… che dopo il sacco di Roma ad opera dei Visigoti nel 455 d.C, i Papi pensarono che conservare in sol luogo le sette lettere, sarebbe stato pericoloso, oltre che vettore di sventure per la città sacra della Cristianità ! Verso la fine del 600 d.C, si ritenne opportuno allontanarle a cicli alterni dalla Santa Sede. Sarebbero state consegnate ad alti prelati, a persone che si curassero della loro incolumità e della loro custodia ! >

Mulder sgranocchiò un nuovo seme di girasole.

< Quindi…nessuno, oggi, sa dove si trovino, quelle fantomatiche lettere…>

< Non è così semplice…una leggenda piuttosto ardita, se mi permette l’osservazione afferma che il terzo segreto di Fatima, imporrebbe alla chiesa di consegnare le lettere a semplici prelati della chiesa Cattolica, che le custodissero per un periodo di ventuno anni, salvo impedimenti di salute o altri a loro superiori. Nessuno dei custodenti, sarebbe al corrente della potenzialità della cosa ! Rifletta. Sarebbe il massimo della segretezza e la certezza che…nessuno li usi a fin di male ! >

Mulder si abbandonò sulla sedia, quasi incapace di commentare.
La sensazione era attanagliante, assoluta.
Avrebbe voluto andarsene subito, se fosse stato possibile.

< E’ sconvolgente…in questo modo…quelle lettere, il loro indicibile potere…. potrebbero essere chissà dove, a questo punto…>

Laine sorrise.

< E’ solo una leggenda…forse è stato istituito un tribunale speciale, in grado di scegliere i luoghi della distribuzione delle sette lettere…Ma si tratta solo di una mia congettura…>

Sei morti….presto sarebbe morto anche il settimo…sette, come quelle lettere…
Davvero il diavolo c’era vicino ?
Ora comprese, immediatamente, la ragione della sua paura.

< Vuol sapere l’ultima storia, agente Mulder ? >

Lui scosse la testa.

< Mi basta quel che…>

Ma Laine proseguì.

< Si afferma che all’alba del Terzo millennio, il demonio sarà vicinissimo ad impossessarsi delle lettere…con l’aiuto di un cherubino…una creatura in grado di individuare i possessori delle lettere e di sfruttare il potere dell’Arca… ma che quando…>

Prese un libretto foderato in pelle scura, aprendolo ad un segno.

<…quando…ecco.. "…quando la bestia avrà fra le mani il settimo dei sigilli, due cavalieri, principio e fine, Genesi ed Apocalisse, lo fermeranno…" >

Fox si guardò le mani.
Tremavano.
Sette….ne mancava solo uno…

***

CAPITOLO SEDICI

 

Distretto di polizia di Annapolis,
Stato del Maryland, Ore 07.00 Pm,
Venerdì 1 Aprile
Scosse la testa con impazienza, mentre la serata era finalmente libera dalle nuvole.
Scully si rigirava il cellulare con nervosismo, camminando lungo il corridoio del distretto di polizia.
Finalmente la linea si liberò.

< Mulder, sono io….>

< Scully ?…dov’eri ? Fzzz…zzzzercato di…fzzzzz….mi senti ? >

Lei aggrottò le sopraciglia, mentre una piccola fossetta si disegnò al centro della fronte.

< Non sono riuscita a chiamarti, il tuo cellulare dev’essere difettoso…sento solo disturbi….Mulder ? >

Fox stava guidando a rilento, bloccato dal traffico caotico, accentuato da un fulmine che aveva colpito e fatto cadere una serie di cavi elettrici ai bordi della superstrada.
La colonna di traffico era lunga chilometri.

<…ascolta….ho grandi novità…fzzzzzzzz…sul caso…mi senti Dana ? >, gracchiò la voce metallica del cellulare.

Dana abbozzò un sorriso.

< Novità ? Io…ne ho una enorme…c’è…>

Scostò l’orecchio dal cellulare.
Una marea di interferenze, quasi che Fox si trovasse in mezzo ad un campo magnetico.

<…abbiamo scoperto il nome della ragazza ! >, disse a voce sostenuta.

Mulder picchiò, adirato, il palmo della mano sul volante.
La fila era ferma, e le auto strombazzavano senza pietà.
Da quando aveva lasciato l’università, tutto era andato storto.

<…davvero ? Scully…io credo che quella ragazza…>

Lei non parve udirlo.
Continuava a parlare a voce sostenuta, cercando disperatamente di farsi capire bene.

< ..Hasselof ed io, abbiamo analizzato un caso precedente…E’ emerso che una bambina di otto anni, sarebbe stata la sola superstite di un "incidente" che portò alla morte dei suoi genitori adottivi ! Ho dovuto eludere tutte le password e i permessi del tribunale dei minori per sapere il nome di quella bambina…si chiama Marie LaPierre…. Le caratteristiche…a dir poco singolari della sua nascita…si adattano alla perfezione a questo caso. Nacque in Europa, più precisamente in Francia, a Domrèmy…ti dice nulla ? >

<….fzzzzzzzzz…villaggio dove nacque Giovanna D’Arco ? >

Scully maledì la tecnologia moderna.

< Esatto ! Rimase orfana per la tragica dipartita dei suoi che perirono in un incidente aereo.. I corpi non furono mai ritrovati…la bambina aveva solo sei mesi ed era ospite dei nonni materni…La nonna era certa di avere strane…"visioni" circa il futuro mistico della figlia. Fu posta a colloquio con il cardinale di Orleans e pare che la chiesa si sia adoperata per farla adottare qui, negli Stati Uniti ! Non ne capisco la ragione…>

Mulder si, ma come poteva spiegare ciò che in fondo nemmeno lui credeva ?
Sballottò il Nokia.
Che accadeva al cellulare ?

< …Dopo una cospicua retta, fu affidata ad una "amorevole" coppia di New Orleans. Altro fatto strano: nessuno si curò di verificare la condotta morale dei signori Osborn. Eppure era certificabile la loro inaffidabilità, ed ho visto almeno cinque rapporti della polizia locale, circa il fatto che la bimba fosse maltrattata sistematicamente ! E’ assurdo ! >

La coda di mosse, ma di poche decine di metri. In lontananza, il suono lacerante delle sirene.

< Diavolo ! >, maledì Mulder.

< ….dopo la morte dei cognugi Osborn, è svanita dalla scena ! L’ultima notizia che ho trovato su Marie, risale al 1994. Era in affidamento ad un istituto religioso dell’infanzia, diretto dall’arcivescovo Lawler…>

<…..fzzzzzzzzzlly…ci sono…fzzzzz….ose….che devi sapere subito….fzzzzz>

La linea cadde, per poi riattivarsi.

< Io e lo sceriffo abbiamo deciso di andare laggiù…per sapere se è ancora lì o  se è possibile averne qualche altra traccia…Credo che parlando con i responsabili dell’istituto, ci sarà possibile averne anche un sommario tracciato psicologico e…>

< No ! ….devi proteggere padre McCue…subito ! La sua vita è…fzzzzzzzzzzzz..>

La linea cadde.
Inutilmente Scully e Mulder tentarono di riattivarla.
Hasselof apparve, con una cartelletta contenente tutti i documenti ed il mandato di perquisizione per il centro di accoglienza ai minori.

< Ho lottato con il giudice per le indagini preliminari sino ad ora…ma alla fine…>

Mostrò soddisfatto il mandato con il timbro dell’ufficio legale della contea, ma Scully non era in grado di vederlo.
Padre McCue…in pericolo….
Lei e lo sceriffo avevano fatto sorvegliare la chiesa sin da quella mattina, nonostante il parere contrario del reverendo, da una coppia di agenti che aveva fra le mani l’identikit della ragazzina….che altro poteva accadere ?
Quella era una semplice ragazzina spaventata…che magari era capace di sopraffare anziani preti soli in chiesa, ma non certo una coppia di poliziotti addestrati ed armati…no ?

< Andiamo, Dana….avanti…..>, esortò Hasselof, impaziente.

Eppure lei stessa, aveva veduto di cos’era capace…quel corpo…quel povero prete ucciso in modo così orrendo…
No ! E’ solo un fatto che ti ha colpita….un retaggio della tua fede, delle tue paure…Pensa solo al tuo dovere di agente e limitati ai fatti.
Fece un paio di passi, sempre avvolta nei propri pensieri.

ASCOLTA MULDER !

Le esplose nella mente, come un ordine improrogabile.
Credi Dana….avanti…
Esitò, sulla soglia dell’ascensore.

< Che hai ? >, chiese lo sceriffo.

< David…vorrei…sì, vorrei che ci andassi solo tu ! Voglio…sorvegliare padre McCue sino all’arrivo di Mulder ! >

< Non ti capisco, Dana ! Abbiamo un paio di agenti e non ci hanno riferito nulla di anormale ! >

Lei scosse la testa.

< Non prenderla come una mancanza di fiducia nei tuoi uomini, davvero… E’ solo…una questione di istinto…>

David si grattò un poco i capelli, poi annuì, per nulla convinto.

< E sia…ci terremo in contatto…ti riferirò ogni mia scoperta…>

Si chinò sino a darle un debole bacio sulla guancia.
Lei sorrise un poco, provando una delicata sensazione di timidezza.

< Sono contento per voi due….parlo di te e di Mulder…si vede che ti adora… Siete fatti l’uno per l’altra…>

Svanì, nell’ascensore, senza attendere la risposta di Scully.
Lei non poteva sapere che non l’avrebbe mai più rivisto vivo.

***

CAPITOLO DICIASSETTE

 

Orphan asylium, "Mather Dei", Annapolis,
Stato del Maryland, Ore 07.55 Pm,
Venerdì 1 Aprile
 
Lo sceriffo Hasselof si calzò il cappello, scendendo dall’auto, mentre una tenue folata d’aria fresca, carica d’umidità, sollevava foglie e diffondeva l’odore dell’erba bagnata.
L’istituto era sito in una vecchia abbazia del seicento, sobria e lievemente inquietante, con i suoi muri di mattoncini rossi e gli angoli tondeggianti, il giardino dominato da cipressi curvi su se stessi.
Gli agenti sostarono per una decina di minuti davanti al massiccio portone di legno, quando alla fine giunse loro una delegazione di un paio di sacerdoti e dall’arcivescovo Lawler.

< Eccellenza, non credevamo…di trovarla qui…>

Monsignor Lawler sorrise, con una finta espressione bonaria che era tradita dalla luce viva accesa nei suoi occhi, che pareva brace appena sepolta da una manciata di cenere.

< E’ stata una fortunata casualità…Mi trovavo nei dintorni per….sottoscrivere una donazione all’istituto che ho l’onore di dirigere ! Potrei sapere il motivo della vostra visita ? >

Il tono andava mutando, da semplice cortesia tipica dei prelati ad una sottile sfida che l’arcivescovo esternava senza esitare, e lo sceriffo lo colse immediatamente.
Evidentemente Lawler non provava alcuna soggezione nel trovarsi di fronte ad uno sceriffo e a degli agenti di polizia…

< Eccellenza, stiamo cercando una ragazza che, secondo dei dati in nostro possesso, sarebbe ancora nel vostro istituto…>

< Mi faccia vedere ! >

Non fu una richiesta, ma quasi un ordine.
Lo sceriffo mostrò sia la foto presa dal filmato tv, sia i documenti del tribunale, seccato dal doverlo fare sulla soglia di un’abbazia, come fosse un mendicante.

< Naturalmente abbiamo tutti i permessi da parte del giudice sui minori ed intendo assicurarla circa la nostra intenzione di non nuocere in nessun modo alla ragazza.. Abbiamo solo bisogno di parlare con lei…>

L’arcivescovo fece un gesto deciso, congedando i due responsabili dell’istituto e rimanendo solo con gli agenti, che fece finalmente entrare nell’istituto.

< Ho il dovere di ricordarle, sceriffo, che la ragazza in questione, ha un’enorme fragilità emotiva ! Ha dovuto subire molti traumi nel suo passato, e ciò ha inciso in modo permanente sul suo carattere e sulla sua psiche ! Diversi medici psichiatri, che collaborano con la nostra istituzione, asseriscono che sia affetta da una latente forma di schizofrenia paranoie…E’ per questo che siamo stati costretti ad isolarla dal resto dei minori che abbiamo qui…. Circa un anno fa…..>

Camminarono verso il giardino, attraversandolo.
Era curato e dalla meravigliose rose giallo pallido che si stavano aprendo, diffondendo delicati e meravigliosi profumi.
La fontana era spenta, e l’acqua salmastra, rifletteva una tenue luce giallognola.

<….ha avuto una crisi nervosa ! Se non fosse stato presente padre Elliot, sarebbe morta soffocata…aveva inghiottito la lingua…..Povera ragazza….>

Hasselof si sistemava di continuo il cappello, tradendo visibilmente il proprio fastidio.
L’arcivescovo li stava trattando come dei sottoposti e per la prima volta egli desiderava che Mulder fosse presente, con la propria ironia mista a strafottenza, per domarlo almeno in parte.

< Mi creda…mi spiace immensamente ! Ma abbiamo ragione di credere che sia in qualche modo coinvolta negli omicidi che tanto hanno fatto penare la sua diocesi…Non abbiamo accuse specifiche, ma vogliamo chiarezza ! Personalmente ritengo che la ragazzina sia vittima di una personalità più forte, che la sfrutti e ne condizioni il comportamento. Può uscire regolarmente, vero ? >

L’arcivescovo lo fissò, con espressione dura, minata dal disgusto.

< Certo ! Questa non è una casa di prigionia, sceriffo ! La ragazza ha solo bisogno d’esser seguita nelle cure…ma può recarsi a messa quando vuole e la scorsa estate l’abbiamo anche portata in gita alle Skyland Mountain…>

Arrivarono ad un piccola porta sita nella parte posteriore dell’edificio, quasi nascosta da una fitta edera rampicante.
Per farlo, fu necessario aprire un cancello di un cortiletto interno, di pietra, che dal giardino poteva far pensare al muro di cinta dell’istituto.
Hasselof pensò, abbastanza concretamente, che quella era davvero una cella d’isolamento.
Non vedeva finestre, e la porta era sbarrata da un grosso catenaccio arrugginito.

< Vi permetterò di parlare con lei….ma intendo esser presente…>

Non fu una richiesta, ma meglio un ordine, al quale lo sceriffo si dovette piegare suo malgrado.
Ad ogni istante che passava, era sempre più convinto che quello fosse la pista giusta.
La porta si aprì, pesantemente.
L’interno era un tetro corridoio colmo di macchie di muffa e di ragnatele, immerso nel buio appena attraversato da deboli luci di candela.

< La tenete qui ? >, chiese incuriosito e stupefatto.

< La struttura è antica…>, commentò Lawler, stringendosi fra le mani la croce Cattolica che portava al collo.

Il corridoio portava ad un’unica cella, in fondo, immersa nel buio.

< Prego…>

Lawler aprì la porta dalle massicce assi di legno di quercia, rimanendo sulla soglia.
Hasselof e i due agenti, scesero i primi due gradini in pietra della cella.
Al centro della stanza, una figura, tremante.
Libri, pochi e tutti a soggetto religioso, una brocca colma d’acqua putrida ed una panca di legno.
Hasselof si sentiva il cuore stretto in una morsa di dolore.
Comunque fosse andata a finire, l’avrebbe portata via da lì.

< Marie…ci sono delle persone che vogliono parlarti…>

Lei tremò ancor più, nascosta sotto un saio pesante e lurido.

< …no….je suis rien….je suis le plus misèreble des les eclaves…>

Si strinse alla parete, nonostante lo sceriffo avesse appena accennato ad andarle incontro.

< Marie…sono uno sceriffo della contea…non ti faremo del male…dobbiamo solo parlare con te…>

Lawler afferrò con decisione il massiccio chiavistello della porta.

< E’ vero…Essi non vogliono che fermare la tua missione! Ostacolare il cammino che Dio ha scritto per te ! Sono dei messaggeri della bestia, del demonio ! Fermali, Marie….te lo ordino !! >

Chiuse con forza la porta, il cui suono pesante e sordo rimbombò per quel crepuscolare e gelido corridoio, sino a perdersi del tutto.

< Ma che cazzo…>, mormorò lo sceriffo sorpreso, girandosi di scatto.

< Te lo ordino ! >, urlò Lawler.

Marie si spostò al centro della cella.
Dalle sue labbra, teneri sussurri, appena udibili.

< Mon Dieu, je t’aime non plus…>

Si tolse, facendola scivolare lungo le spalle ed i fianchi, il saio che la copriva, rimanendo nuda e tremante.
Raccolse attorno al petto le manine scarne e tremanti.

< Ma che fai, ragazzina ? >, chiese Hasselof.

Marie chinò la testa dai corti capelli biondi, sino ad appoggiare il mento allo sterno.
Parve gemere appena, e prese ad allargare le braccia.
Dal centro del petto, sembrò sorgere un sole dal color azzurro cremisi.
Si udì un sibilo velato e la stanza divenne lucente, quasi come fosse illuminata da un astro dotato di vita propria, non appena il saio cadde a terra.
Marie alzò il viso, e la bocca si aprì in una fessura rantolante.
L’ultima cosa che lo sceriffo e suoi uomini sentirono, fu il freddo scaturire della luce, che trapassò i loro corpi, con la potenza di un’esplosione nucleare, con l’ira della natura stessa.
Non gridarono nemmeno….
Poi più nulla.

***

CAPITOLO DICIOTTO

 

Autostrada 29, Washington-Annapolis,
Ore 08.08 Pm, Venerdì 1 Aprile
Fox superava abbondantemente i limiti di velocità, rimanendo sulla corsia di sorpasso e vedendo sfrecciare il monotono e denso panorama oscuro dell’autostrada, dai vetri della sua automobile.
Il cellulare funzionava, ma era come fosse diventato un distorsore di suoni, visto emetteva solo fischi e sibili, alternati a lunghe pause di silenzio.
Si sentiva angosciato.
Era consapevole che padre McCue era in pericolo, ed avendo incaricato Scully di sorvegliarlo, aveva fatto lo stesso con lei.
Ma….
Non poteva dimenticare il colloquio, illuminante ed assurdo, avuto con il professor Laine.
Era pazzesco, d’accordo…e se c’era una persona, fra lui e Dana, che non credeva ai testi sacri, quello era proprio lui…
Nonostante questo, però, Fox aveva compreso almeno in parte il disegno che spingeva quella ragazzina, e chi la guidava, a compiere quei delitti…
Se davvero gli altri sei preti, possedevano le lettere, padre McCue era l’ultimo della lista….avuto accesso anche alla sua lettera….
Scosse la testa…Inutile far congetture…
Occorreva ragionare sul problema più incombente…come fermare Marie ?
Era dotata di un potere immenso, ma era pur sempre una ragazzina spaventata…
Avvertì la durezza della calibro nove che premeva contro il fianco destro e pregò di non esser costretto ad usarla…

< …sii prudente, Dana…>, pensò.

Man mano che Annapolis si avvicinava, la paura cresceva…

---

Sant Andrew’s Church, Annapolis, Maryland,
Ore 08.25 Pm, Venerdì 1 Aprile
Scully decise di scendere dall’auto e di sgranchirsi un poco le gambe, sempre senza perdere d’occhio la chiesa.
Da David alcuna notizia…..e nemmeno da Fox…
Il cuore di Scully era in tumulto.
Tantissime domande….
Osservò il cielo terso, eccetto una debole nebbiolina subito dispersa dal calare della notte, mentre le stelle sembravano forze vive, in mezzo a quella coltre scura, da mozzare il fiato..
Si massaggiò il collo, con un gesto delicato ed un poco malizioso.
Le mani guantate sfiorarono la pelle calda e morbida della nuca, con una delicatezza del tutto simile alle carezze di Fox Mulder.
Che cosa aveva tentato di dirle ?

< Grosse novità sul caso…>, ripensò, rammentando la frase uscita distorta dal cellulare del collega.

Mentre stava riflettendo, appoggiata mollemente alla portiera dell’auto, vide con la coda dell’occhio, i fari di una lussuosa automobile, forse una limousine, che si spensero subito.
Si era fermata, parcheggiando in modo celere ed ordinato, dal lato opposto al quale si trovava l’agente speciale dell’FBI, dietro la fila di cipressi che costeggiavano il sagrato sul lato destro della chiesa.
Si rigirò fra le mani la torcia, per poi infilarsela nelle capienti tasche del cappotto leggero.
C’era molto silenzio, in quel quartiere…
Un quartiere che lei stessa conosceva bene, avendo frequentato quella chiesa per anni, da adolescente…
Rammentò la volta nella quale era caduta e si era sbucciata un ginocchio…
Si sfiorò le labbra, velate da un rossetto color pesca e camminò in direzione del grande albero di quercia, che dominava il centro della piazza antistante la chiesa.
I suoi passi risuonavano appena, mentre un auto sfrecciava lungo la strada principale, il cui suono dello stereo a palla, si perse nei meandri infiniti della notte, come un ricordo lontano.
Accese la torcia, puntandola lungo la corteccia, in una zona ben precisa, che sperava la memoria avesse fotografato bene..
Ora c’era del muschio, su quel lato della pianta, ma si sarebbe dovuto vedere bene lo stesso…
Si tolse il guanto dalla mano destra, reggendo la torcia con l’altra, e prese a far scorrere i polpastrelli sulla corteccia rugosa dell’albero.
Arrivò sino ad un grosso bozzo provocato da un nodo naturale e lo superò di un paio di dita.
Alla fine trovò ciò che andava cercando: era stato tracciato da un affilato temperino, che aveva inciso nel tronco con mestiere e difficoltà.
Dana….un breve spazio, poi un cuore preciso e sotto un nome….Rob….il suo primo amore, forse…
Fece un bel sorriso…chissà dov’era adesso, Robert…?
Si era sposato, senza dubbio…..era diventato ciò che sognava da ragazzo ?
La vita….che assurdità, pensò.
Tutto scorre, ci si dimentica di tutto e da tutti si viene dimenticati….
Solo l’albero….solo quello resta.
A rompere quel velo di triste gaiezza che sempre accompagna i ricordi della propria gioventù, fu un suono strano, che Dana captò subito.
Era fuori posto, in quel silenzioso quartiere residenziale di Annapolis.
Era un ringhio sommesso, come quello emesso da un cane, che incatenato manifesti ad uno sconosciuto la propria inquietudine.
Si sporse e lo vide.
Era davvero un grosso cane….anzi…quello sembrava proprio un lupo, benché fosse…impossibile…
Non c’erano lupi che se andavano in giro per Annapolis…
Il lupo parve fissarla, per poi svicolare sul retro della chiesa, dove stava il cancello di color verde chiaro, solitamente chiuso di sera, che delimitava l’oratorio.
Slacciò la fondina ed afferrò la calibro nove, camminando con prudenza.
C’era la pattuglia, sul lato opposto della chiesa, possibile che a loro il lupo fosse sfuggito ? Del resto…veniva proprio da quella direzione..
Lupo….il simbolo del diavolo..
Scacciò ogni idea, appiattendosi contro la cinta murata della chiesa, mentre ricordi di risate e grida di ragazzi, le giunsero da un indistinto non so dove.
Era vicino…il lupo era vicino…il suo odore penetrante era a pochi metri…
La vena giugulare le batteva forte, visibile nel collo sottile e magro.
Si girò di scatto, superando l’angolo, afferrata ad un braccio, con decisione.

< Ferma ! Polizia ! >

L’agente stava al suo fianco, la pistola puntata verso di lei, mentre il collega le serrava l’avambraccio, con forza.

< Lasciala…è l’agente federale del caso ! >

Lei abbassò l’arma, prendendo fiato.

< Ci scusi….abbiamo visto un’ombra…>

Lei sbuffò:

< Fa niente…non avete visto….una specie di grosso cane…? Ha svoltato proprio qui…>

I due poliziotti si scambiarono una rapida occhiata, rispondendo quasi all’unisono:

< No ! >

Il sergente di polizia si grattò appena la nuca, spostando di qualche centimetro il cappello ottagonale e sibilò:

< Agente…ma lei non doveva sorvegliare l’entrata principale ? >

Scully abbassò mollemente le braccia ai lati del corpo…
Aveva agito come una principiante…

< Oh mio Dio ! >

Corse indietro, con la pistola stretta nelle mani, urlando:

< Fate il giro dal retro, presto ! >

Salì a due a due i gradoni di pietra del sagrato, nel medesimo punto nel quale era caduta, da bambina, e fece forza su una delle entrate.
Aperta !!
L’odore pungente dell’acquasantiera fu la prima sensazione che mise a fuoco.
L’interno era freddo ed umido.
Oscurità totale, nessun rumore, solo il rimbombare dei suoi passi.
Fioche luci delle candele votive, illuminavano l’altare e qualche parte del transetto, null’altro.
Era certa che…lei, quella ragazzina, fosse entrata. Buon Dio, proprio dal portone principale !!
Non ebbe tempo di pensare all’eventualità di spararle o no..
Udì un ringhio, profondo, gutturale, cavernoso…
Apparve da dietro di una delle colonne.
Il lupo era scuro, due occhi come palle di un color ocra fiammante, luciferini….
La fissava, tremante d’ira, pronto a colpire.
Digrignò il muso, mostrando zanne giallastre e affilate..
Scully retrocedette, un paio di passi non più, e la fiera parve piantarsi avanti a lei, come per impedirle di entrare nella canonica.
Afferrò fra le dita la croce d’oro che portava al collo e la baciò, sfiorandola appena con le labbra umide e appena carnose.
Fu un gesto istintivo, che mise a fuoco solo dopo averlo compiuto.
La bestia fece uno scatto improvviso, allontanandosi ed emettendo un debole guaito, sino a svanire dietro la colonna dalla quale era scaturita.
Scully si scosse, per poi riprendere a correre verso la porta d’ingresso della canonica.

< Padre McCue ! >, gridò allarmata.

Arrivò sin alla soglia, quando lo sguardo le cadde doloroso, al nitido chiarore che filtrava da sotto la fessura della porta di legno.

< …prega per noi peccatori, adesso nell’ora della nostra MORTE….>

Il suono ovattato di quella preghiera le giunse con un’eco malvagia, distorta dalla profondità oscura della chiesa.
Fece per spalancare l’uscio, quando una fortissima luminosità la costrinse a pararsi gli occhi.

< Nooooo!! >, urlò, con tutto il dolore che aveva dentro.

Vide a fatica, il corpo malato e magro della ragazzina, con le braccia spalancate ed il crepitare feroce dell’energia che sgorgava dal suo petto irradiandosi in ogni direzione.
Puntò, senza vedere più nulla, al centro di quel calore abbacinante.

< Padre…padre McCue…>, gridò.

Fu spinta di lato, battendo la schiena contro lo stipite della porta, ormai spalancata.
La luce andava estinguendosi piano, come si spegnesse lentamente alla stregua del fuoco crepitante e vivo, di notte.
Marie era al centro, tremante, gli occhi sbarrati, completamente nuda.
A terra i due agenti, raggomitolati su se stessi, bruciati in modo irriconoscibile.
Da un lato, padre McCue, che stringeva ancora nella mano immobile, una sorta di croce distorta, forse un tau, scolpita nell'acacia, liscia e profumante di legno oleoso.
Dana era in ginocchio, le gambe appena aperte, mentre tastava a terra in modo goffo, cercando la pistola.
Non vedeva che una nuvola pulsante, di color viola, appena apriva gli occhi.
L’arcivescovo Lawler raccolse quella croce, togliendola a fatica dalla mano serrata di padre McCue.

< La Sua volontà si è compiuta ! >, disse, con gli occhi spalancati, che sembravano palle mosse da una forza superiore e maledetta.

Marie tossì poco, cercando di infilarsi di nuovo il saio.
Poi la sua voce ruppe quel silenzio irreale e maligno.

< Fermo ! >

Fox Mulder apparve dal retro, la Beretta stretta fra le mani.

< Non ostacolarmi, peccatore ! Tu non comprendi il disegno di Dio….>

< Zitto, figlio di puttana…Scully…Dana, stai bene ? >

Lei annuì, massaggiandosi le palpebre, mentre pareva che le avessero infilato degli spilli nelle sue iridi.

< Gli occhi….mi bruciano….>

Lawler sorrideva, sempre stringendo la lettera fra le mani.
Gettò uno sguardo a Marie, che rispose al suo in contemplazione, quasi venerasse un’icona.
Mulder spinse il prelato conto la parete, chinandosi ad accarezzare i capelli di Dana.

< …Fox…aiuta padre McCue…ti scongiuro…>

Le parole uscivano tremanti, come se avesse già compreso la risposta alla sua disperata richiesta.

< Va bene…>, mormorò lui, con la voce calda e tranquilla, dandole un dolce bacio sulla guancia, che scottava appena.

Si alzò, puntando l’arma contro Lawler e Marie.

< Si giri ! E lasci andare quella croce…>

Lui sorrise, senza eseguire.

< Beato colui che osserverà le parole profetiche di questo libro ! >

Fox lo afferrò per un braccio, spingendolo contro la parete maestra della canonica.

< Zitto ! >, ordinò di nuovo.

< Vedi, Marie….? Mi maltratta, ma fa del male…E’ uno dei servi della bestia, senza esserne consapevole…>

Marie fece di nuovo scivolare il saio dalle cosce, sino ai piedi, senza dire nulla.
Raccolse le manine al petto, mentre il calore le trafiggeva lo sterno, com’era accaduto quella notte, anni fa.

< Je suis le plus misèrabile de les eclaves….>, pregò.

< Ave Maria, piena di grazia…>, mormorò Lawler.

Ora Marie era lì, ma al tempo stesso in una dolce valle d’erba medica, curata e regolare, sotto un cielo terso e cristallino.
Tutto era pace, pur se deformata dal dolore al petto.
L’onda azzurra stava scorrendo nelle vene, nei capillari, sotto l’epidermide…avrebbe colpito, implacabile come la luce dei Cherubini.

< No ! Marie non farlo….Ferma ! Eçoutè moi….! >, gridò Scully.

La ragazzina si fermò, per un istante.
Mulder era arrivato dopo di Scully, per una volta, ma c’era arrivato anch’egli…
Fece cadere la pistola a terra, alzando le mani sopra la testa.

< Ascoltala Marie ! Lei crede in te ed in Dio…non…farlo…ferma questa violenza..>

Dana non vedeva che ombre spesse e gelatinose, adesso.
Capiva a malapena dov’era Mulder….ma era tutto.

< Marie ! Agisci ! Siamo ad un passo dal messaggio….Le di Lui parole ti sono sempre state chiare ! >, ordinò l’arcivescovo.

<…non lo fermi…>, rantolò padre McCue.

Mulder deglutì, rivolgendosi all’alto prelato.

< Lei non lo sa…Non sa che sta compiendo il volere del diavolo! Crede di agire per il bene ma…>

Lawler scosse la testa.

< Sei tu che non capisci, idiota ! Ho conosciuto Marie da quando fu affidata al nostro istituto…conosceva passi segreti della Bibbia, l’Ebraico arcaico e testi mai divulgati…ci spiegò la transustanziazione con così naturale semplicità da… mi mostrò, una sera, le piaghe…stimmate che si chiudevano ed aprivano… E’ l’eletta ! >

Marie scosse la testolina bionda.

< …non sono…che l’ultima delle ultime….la più debole delle sue serve…>

Mulder serrò le labbra.

< Lei non deve riunire quelle lettere ! >

< Che cosa crede di sapere ? Io so ! Io ! Queste sacre lettere andranno rinchiuse in una nuova arca….così che tutto tornerà com’era stato scritto ! >

Scully si proteggeva gli occhi. Il dolore, andava scemando, ma la vista non tornava.

< Fox….chiama un ambulanza…padre McCue…ho sentito la sua voce…>

< Lei ha usato una bambina….le ha fatto commettere orrendi delitti….E’ lei il diavolo che crede di combattere !! >, urlò Fox.

La porta alle sue spalle, si spalancò.
Il professor Laine, o meglio la sua matrice protettiva, apparve alla soglia.
Non era quel che appariva…dentro di se, cupe masse gangliformi di una massa
nera, oscura, gelida…infernale…

< Non mi tolga il lavoro, Mulder ! >

Sparò, colpendo Marie che cadde contro la scrivania, poi a terra, a pochi passi da Scully, senza un lamento.
Cinse il collo di Fox, che fu sollevato come fosse un bimbo.
Ne scorse, per un breve istante, il vero volto….Laine…era…quel viso…era la cosa più orrenda che Mulder avesse mai visto.
Poi fu scaraventato a terra, quasi contro Scully, accompagnato da risate non umane.

< Grazie Fox ! Avevo bisogno di qualcuno che cercasse Marie e quelle lettere ! Era tutto vero…tranne il piccolo fatto, che non era Lawler il demonio che agiva per l’Apocalisse ! Egli credeva solo alla sua…>

Gli sfuggì una smorfia di repulsione, quasi che gli disgustasse pronunziare quel nome.

<….fede…Credeva che la chiesa agisse maldestramente, dividendo le lettere…le sette lettere…Ma ora…ora saranno MIE ! >

La voce…era proveniente da un abisso, tetra e raggelante.
Scully continuava a massaggiarsi gli occhi…

< Mulder…cosa…chi è…cosa sta succedendo ? >

Laine, afferrato come fosse un pupazzo, monsignor Lawler, si diresse verso Scully, con un sorriso aguzzo e ferino.

< Mi hai scacciato, prima, lurida vacca ! La tua bambina ti saluta….dall’inferno ! >

Scully provò un nuovo tipo di dolore, diverso da quelli mai sentiti prima.

<…….mamminaaaaaaaaaaaaaaaaa………….>

La voce di Alice…rimbombò per qualche secondo nel suo cuore, stordendola, ferendola, facendola soffrire.
Non si era mai sentita così…nemmeno quando suo padre era morto…mai così…

< …spa…sparagli, Fox….io non posso….non vedo…>

Ma Fox era a terra, il viso fra le mani.
Gli appariva quel viso, quella faccia demoniaca e tremenda, che grondava sangue e sembrava chiamare il suo nome.
Quel viso…era il male !

< NON PUO’….HA PAURA….E PRESTO AVRETE TUTTI PAURA DI ME, PER L’ETERNITA’…>

Sputò in viso all’arcivescovo Lawler.

< DOVE SONO ? VOGLIO LE ALTRE LETTERE….O AVRAI MODO DI COMPRENDERE IL DOLORE…>

Gli artigli presero a serrargli la gola, scavandovi con lentezza sadica.

< Non parlerò mai…Dio Onnipotente, aiutami…>, pianse.

< IO SONO IL TUO DIO, ADESSO ! MI SEGUIRAI NELL’OSCENO SUPPLIZIO DELLA MORTE ! >

Marie era a terra….il petto in un lago di sangue.
Scully continuava a tastare il pavimento, sino a trovare il braccio di Fox.

< Spara ! Mulder….amore mio…devi sparare…>

< Non…posso…>, sussurrò Fox, distrutto.

Scully si sfiorò la fondina sino ad impugnare la Sig Sauer.
L’artiglio penetrava nel collo di Lawler, sin quasi uscendo dalla sua bocca spalancata.

< NON TI SALVERAI, TACENDO ! IL TUO DIO TI HA GIA’ CONDANNATO! DOVE SONO ? >

Calde lacrime rigarono le gote di Scully.

< Guidami…guidami amore….debbo sparare…dimmi dove…>

Fox staccò a fatica le mani dal viso, sino a calare la destra sulle manine di Dana, strette al calcio della pistola.
E fu toccandole la mano, che trovò la forza per guidarla verso…verso quel mostro.

< Ora ! >, disse Mulder.

Il suono cupo dello sparo sventrò il pesante silenzio marmoreo della chiesa, nello stesso istante in cui padre McCue chiudeva gli occhi, con un debole sorriso.
Al centro del petto di quel che era il professor Laine, si disegnò uno squarcio a forma di croce.

< NO ! >, bestemmiò.

I due cavalieri…aveva sottovalutato quella profezia….ed invece…
Cadde, in ginocchio, per poi afflosciarsi a terra, senza vita.
Scully sentiva ancora l’odore di cordite, l’acre pungere del colpo esploso, quando la vista tornò, improvvisa.

<…Padre McCue ! Dio mio ! >, strillò.

Si alzò, correndo verso di lui, chinandosi con delicatezza sul suo corpo immobile, tastandone prima il collo, mentre Mulder si rimetteva in piedi a fatica.
Tutti morti: i due agenti, padre McCue, Lawler….e…..
Scully rimaneva in ginocchio, con gli occhi vitrei, l’espressione assente.

< E’ morto…è morto….non sono stata capace….di salvarlo….>

Si portò le mani al viso, singhiozzando.

< Oh Dio…perdonami….è morto per colpa mia…>

Non si accorse di Fox, fino a quando lui le strinse le spalle, cercando di portarla via.

< E’ finita….Dana è tutto finito…>

Per un attimo esitò….poi si voltò, abbandonandosi al suo petto e piangendo senza più fermarsi.
Fox prese un gran respiro e solo allora sì accorse…

< Marie….non c’è…..>

Vide una scia di sangue che dalla canonica, si snodava al sagrato.

< Dana, io…>

Lei non aprì gli occhi, che le davano ancora fastidio, inondati dalle lacrime calde e luccicanti.

< Vai….trovala….salviamo almeno lei…>

Mulder si voltò per un istante, per poi dirigersi deciso al seguito di quella traccia di sangue scuro e caldo.
Fece pochi passi, notando una sagoma piccola e nuda, ai piedi dell’altare.

< Marie….sono l’agente Fox Mulder….è tutto finito…>

Lei si voltò, mettendo le ginocchia al petto, le mani strette alle gambe, tremante e scossa da spasmi di dolore, seduta sull’ultimo gradino della predella.
Sentiva il fuoco freddo, la luce, ritornare, ma questa volta in modo calmo, pacato, quasi un anestetico assoluto, che l’avrebbe condotta via, in un posto migliore…

< Muoio…sto morendo….il potere…il potere mi ha….bruciata….j’avez peur… ho paura…pourquoi….perché…? Perché ho paura ? Lui mi attende, in cielo….dans le ciel….non debbo aver paura….>

Mulder avanzò di un paio di passi.

< Marie, ascoltami….ti porterò da un dottore….posso salvarti…Nulla è perduto ! Non intendo farti del male ! >

Lei tremò, allungando la mano, come per scacciarlo via da se.

< Va via ! Mon père…anche lui diceva così…quando mi picchiava…quando gli dicevo delle voci…les voix….ma era vero, sai ? Sono così belle…>

Alzò gli occhi al cielo, assumendo una posa estasiata, felice, incredibilmente tranquilla, nonostante il dolore che le violentava il corpo.

<…dolci, soavi, meravigliose….>

< Ti credo…ma dammi la mano….Scully ed io non t’abbandoneremo…>

Pianse, come quella volta, da bimba, dopo aver bruciato i suoi genitori adottivi, senza nemmeno capire come.

<…non è vero ! Tu non mi credi….ma sei buono, lo sento…..Non vi avrei fatto del male….non lo volevo…>

Una bambina, nata con un dono terribile e meraviglioso, che ora era giunta alla fine della propria opera, del proprio percorso..

< Non andrai in prigione….te lo giuro…>

Marie…sorrise, Marie…

< Dio dice…" Chi uccide, dev’essere ucciso ! Colui che nuoce al figlio dell’uomo, brucerà per l’eternità ! " >

Fece un paio di passi, arrivando a sfiorarla.

< Stai lontano ! Via ! Non voglio che tu soffra…devi…voglio che tu dica a Dana… que ce n’est pas vrai….sua figlia non è all’inferno….>

Raccolse le mani al petto, inarcandosi all’indietro, seduta sui talloni.
Spalancò le braccia, magre ed ossute, eppure fresche e giovani, come il suo viso, pallido e pulito….il viso di una bimba dotata di un dono incommensurabile.
La luce crebbe, enorme, incontrollabile, da quella ragazzina all’infinito, da quel corpo minuto, pronto per il martirio, al Regno che l’avrebbe accolta per sempre.
O forse chissà, solo al buio della morte.

< No ! >, urlò Mulder.

Fu come se da quel corpo piccolo e fragile, si levasse un torrente di luce e di fuoco, che illuminò tutto a giorno.
Mulder scivolò a terra, proteggendosi gli occhi.
Una croce di fuoco e luce si disegnò, innalzandosi.
Arse, senza bruciare, il crocifisso della chiesa e poi svanì, spegnendosi come una torcia che languiva piano.
Mulder si mise in piedi. Le mani tremavano, mentre osservava ciò che restava di Marie LaPierre.
Uno scheletro, completamente carbonizzato.
Abbassò la testa, massaggiandosi le palpebre, mentre Scully stava sulla soglia della canonica, incapace di dire qualsiasi cosa.
Si abbracciarono e piansero, per lungo tempo.
Solo il silenzio della chiesa, adesso….

***

CAPITOLO DICIANNOVE

 

Appartamento di Fox Mulder, 42-2630
Hegal Place, Alexandria, Ore 11.58 Pm
Sabato 2 Aprile

" Con la tragica morte di padre McCue, si sono chiusi i delitti che hanno insanguinato le chiese cattoliche di Annapolis e del Maryland… La lettera, quella lettera a forma di croce, quell’icona, sarà esaminata da una equipe di esperti della diocesi, circa il suo valore artistico e metafisico… Saranno analisi lunghe, ma mi aspetto già cosa sarà trovato: l’oggetto avrà solo un valore marginale, poiché ritengo che non sia l’icona in se, ma il potere ad essa delegata dagli uomini, a renderla potente o meno. Forse che la coppa dell’eucaristia, non sia stata altro, che una misera coppa di pastori? In queste ore, l’FBI ha redatto una scheda circa il professor Laine… Non è emerso nulla di anomalo, a parte un certo numero di viaggi da lui compiuti in Palestina, per altro compatibili con la propria specializzazione universitaria.. Ho anche chiamato il professor MacDowell, che mi ha giurato di non aver mai fatto il mio nome a quel….."uomo", né di avermi messo in contatto con lui… Dunque si chiude un caso esattamente nel modo nel quale io e Scully abbiamo dovuto affrontarlo: nel mistero. L’arcivescovo Lawler agiva in nome di un Dio giusto, o come tutti gli uomini aveva travisato testi sacri, che non era in grado di comprendere del tutto ? Ritengo altresì, che le morti siano state indotte da quell’energia e che le vittime l’abbiano accettata, in una sorta di   moderna Pasqua, di moderno martirio che sfugge alle mie capacità di analisi. Forse…che quel bagno di sangue, abbia permesso a quelle lettere di pulirsi dal male che intendeva ghermirle ? E naturalmente il quesito più grande: dove sono le altre sei lettere ? Accurate perquisizioni, effettuate dall’FBI e da alcuni funzionari di polizia locale, non hanno portato a nulla, né alla diocesi, né negli appartamenti di proprietà dell’arcivescovo Lawler. E’ doveroso che si collochi al primo posto, la ricerca di tali lettere, anche e soprattutto per meglio capire i motivi di questa violenza. Violenza cieca, forse appendice di una lotta che continua da millenni e che sempre continuerà, fra il bene ed il male…ma che ha, secondo me, causato una sola, singola vittima: Marie LaPierre. Sedici anni…un vita di sofferenze, di abusi, di violenze….Marie…la cui sola colpa è stata quella di possedere un dono…una maledizione troppo grande per chiunque…"

Mulder fissò lo schermo azzurro del pc.
Sgranocchiò un seme di girasole, poi riprese a scrivere.

" Il dolore che abbiamo provato, né non poterla salvare, è una spina che ci perseguiterà a lungo. Non potendo violare il veto di riservatezza imposto dalla chiesa, c’è stato impossibile risalire a chi ha autorizzato l’adozione della bambina a genitori tanto violenti… Esami autoptici condotti a Quantico, da una squadra patologo-medica dell’FBI, hanno evidenziato solo delle anomalie a livello osseo ed una degenerazione cellulare… Non rimarrà quindi altro che un cadavere carbonizzato, di Marie ? Forse è giusto che sia così….che in questo mondo violento e crudele, non resti traccia di una ragazza tenera e sfortunata, e che il suo riposo sia riservato al cielo. E’ forse corretto affermare che io e Scully, facce opposte di una sola medaglia, siamo stati i due cavalieri  che hanno fermato il maligno ? Non credo….non posso accettarlo del tutto…. Ritengo non esistano eroi, ma solo persone che sappiano cambiare le cose..in questo, Marie è stata molto più grande di me e Dana. Perché non dimenticherò mai ciò che ho veduto: quel corpo tenero ed infantile, bruciato da un fuoco che non troverà mai spiegazione ! "

Mulder si stropicciò le palpebre.
Il tempo volgeva al bello, ormai…
La sua camera era buia, con la strada che trasmetteva deboli rumori d’auto in movimento.
Si abbandonò sulla sedia, stanco di tutta quella morte…
Non gli interessava ciò che Jean Grey avrebbe detto, l’indomani..
Ora desiderava solo stare accanto a Scully, accompagnarla al funerale di padre McCue…magari passare la Pasqua con lei…

" …personalmente…la cosa che più mi ha ferito…è stato quel volto… quello che veduto in Laine, tremendo e penetrante, quasi…che sfuggisse dalla mia anima….è forse è stato così…."

Spense il computer..
Ebbe paura…comprese, mentre si affacciava alla finestra, che nessuno era immune dal male..
Che questo può raggiungerci ovunque, per usarci come strumenti di morte.
Scully….lei non l’aveva veduto…forse…era stata protetta dalla sua fede ?
Nell’ombra, cupa e pesante, lo rivide, giusto un attimo, quello che passava da un battito di ciglia e l’altro.
Si ritrasse, rimanendo solo, in mezzo al proprio appartamento buio…
Come la sua anima…

***

Appartamento di Dana Scully, Annapolis
Stato del Maryland, 3170 road, Ore 11.58 Pm
stesso giorno
Si abbandonò, finalmente, al tiepido abbraccio della coperte, dopo quella giornata,
allucinante come la precedente.
La piccola lampada da tavolo, diffondeva un tiepida luce azzurra, che aveva il potere di darle sicurezza.
Non aveva provato dolore, sapendo che David era stato ucciso…
Ucciso era dir poco…
Il suo corpo era diventato un’impronta calcificata su un muro di pietra…e lei…?
Lei non aveva sentito nulla.
Il suo cuore…era talmente intriso di dolore, tanto grondante sofferenza, da sembrare insensibile.
Si stava proteggendo.
Nessuna espressione contrita, nessun segno di dispiacere…
Ma ora che era a casa, sola, il cuore si aprì, faticosamente…
Pianse…per David, per padre McCue, per Marie…
Che altro le restava da fare, ora, se non piangere ?
Si strinse al cuscino e rimase così, fino a quando le lacrime cessarono.
Aveva sempre sentito, che dopo un pianto liberatorio, ci si sentiva meglio….ma non era così !
La vita le stava togliendo tutte le persone che amava, una dopo l’altra, lasciandola sola.
Tremò, pensando a chi altri poteva perdere…
Aveva paura della morte, della sua morte, più di tutto il resto, più di tutto il mondo…
Più di assassini, di serial killer, degli Xfiles….
Come medico, avrebbe dovuto affrontare con distacco questo fatto naturale…ma la fine di una vita, ci lascia inevitabilmente soli, senza una parte di noi, senza il tutto cui facciamo parte.
Guardò il suo diario.

< …alla fine resta solo l’albero…un albero spoglio…>, pensò.

Udì il telefono.

< …si ? >, rispose con un filo di voce.

< Dana sono io…Volevo….sapere se stavi bene….>

Lei si asciugò gli occhi con il dorso della mani, come da ragazzina, quasi temendo che Fox la vedesse.

< ….non tanto…>

< …volevo dirti di non…spaventarti, se sentissi entrare qualcuno, a casa tua, stanotte…verrò da te…se non ti spiace…>

< …va bene…>

Tacquero per un istante.

< ….ti amo…>

Lei fece un piccolo ma sereno sorriso.

< …anch’io….>

Quando sentì riattaccare, prese un grosso respiro.

< …non resta che l’albero…secco, spoglio, senza vita, di ognuno di noi, alla fine…con la nostra linfa che si perde nella terra per chissà dove… Ma rimane nella nostra mente, nel nostro cuore il ricordo di quell’albero quand’era vivo, e ci dava ombra in estate e riparo in inverno…Ed è da questo ricordo, che troviamo la forza per vivere ! >

Pensò a questo, prima di chiudere gli occhi, aspettandolo, fingendo di dormire.
La primavera stava arrivando…la vita sarebbe risorta.
E l’albero avrebbe mostrato i primi germogli.